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Pisa, l'emergenza non ferma i clienti delle prostitute

Pisa, l'emergenza non ferma i clienti delle prostitute

Denunciati alcuni automobilisti sull'Aurelia e diverse albanesi e sudamericane

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PISA. «Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni» recitava uno degli innumerevoli aforismi di Oscar Wilde. La battuta sagace, però, dovrebbe perdere efficacia quando c’è di mezzo la salute. Eppure a girare la sera per le vie del sesso a pagamento non sembra che il coronavirus venga percepito come un deterrente all’approccio hard tra sconosciuti. Ignorando il periodo storico che sta vivendo il Paese con un’emergenza sanitaria senza precedenti, c’è stato chi si è messo al volante alla ricerca di prostitute. Ne hanno fermati diversi i carabinieri impegnati nel far rispettare il decreto che disciplina la circolazione vietando uscite che non siano per lavoro, salute e comprovate esigenze personali. È lungo l’ Aurelia che gli aspiranti clienti, in prima linea anche di fronte alla pandemia, sono stati fermati dai militari. Inutile impalcare scuse che sarebbero state poco credibili in passato. Figuriamoci ora che ci si può muovere solo per motivi ridotti e determinati. Una denuncia per non aver rispettato un ordine dell’autorità che nel contesto dei controlli stradali non poteva non essere estesa anche alle signorine allineate sulle carreggiate. Tra albanesi e sudamericane per loro la condizione di essere in strada a causa di motivi di lavoro non poteva reggere. Così non hanno potuto evitare la solita denuncia fatta anche ai clienti che da lunedì sera devono rinunciare al sesso mercenario. E iniziare a pensare alla salute. A fine nottata sono state circa otto le denunce varie a carico di chi era in giro alla ricerca di droghe e sesso. — P.B.

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