Sicurezza
“Ospedalino”, scattano una serie di misure per vietare l’accesso
Nei giorni scorsi l’ospedale ha inviato un paziente che poi si è sentito male La struttura corre ai ripari in attesa dell’Asl
NAVACCHIO. La situazione legata all’emergenza coronavirus è ogni giorno che passa sempre più complicata. Da sabato sono scattate misure ancora più restrittive nell’ospedale di comunità gestito dalla Misericordia a Navacchio. Un punto di riferimento per tante famiglie che hanno anziani in casa e che si rivolgono a questa struttura dopo le dimissioni di pazienti in età avanzata. A creare un vulnus sono state le procedure che, in tempi come questi, hanno bisogno di essere riviste. A Navacchio è arrivato un paziente di circa 80 anni che era stato ricoverato all’ospedale di Pisa. Dopo il ricovero l’anziano, che non era stato sottoposto al tampone dopo le dimissioni dall’ospedale, ha avuto la febbre. Il personale dell’ospedalino, come da protocolli, lo ha fatto trasportare all’ospedale di Pisa e qui si è subito sospettato che potesse essere positivo al Covid-19. Il tampone ha confermato i primi sospetti anche se manca la conferma da parte dell’istituto Spallanzani di Roma. «Abbiamo ricevuto una telefonata dall’Asl – conferma il presidente della Misericordia, Luigi Nannipieri – e ora stiamo aspettando che l’ufficio igiene dell’Asl ci dica se e cosa è necessario fare». L’istituto si è attivato per mettere in quarantena medici e personale della struttura che sono stati in stretto contatto con il paziente che poi ha avuto i sintomi del Covid-19. «Ci diranno chi dobbiamo mettere in quarantena – dice Nannipieri – ma è chiaro che tutto questo ci amareggia e non dipende dal nostro modo di lavorare». È probabile che questa vicenda induca a una riflessione seria, visto quello che sta succedendo nel Nord Italia, di estendere il tampone a tutti i pazienti che devono essere trasferiti da un reparto all’altro dell’ospedale o in altre strutture. Altrimenti c’è il rischio che il contagio si estenda senza controllo. Intanto da sabato il direttore sanitario della struttura ha limitato le visite ai pazienti ricoverati a quelle solo strettamente necessarie. È stata sospesa anche tutta l’attività ambulatoriale della struttura, radiodiagnostica ed ecografica fino al 31 marzo. Disposta, come si legge nei manifesti affissi all’ingresso, l’interruzione dell’accesso alla struttura ospedaliera di ricovero, sia per la Uo di medicina generale – casa di cura, che per l’ospedale di comunità, per tutti i visitatori a qualsiasi titolo, fino al termine del misure straordinarie sul Covid-19. –
S. C.
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