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Calci silenziosa e solidale: «Andrà bene»

Giuseppe Boi
Calci silenziosa e solidale: «Andrà bene»

Effetto virus nel paese del Lungomonte: strade deserte, ritmi lenti e tante storie che fanno emergere il senso di comunità

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Strade deserte, le poche persone in giro sono concentrate, ma mantenendo le distanze precauzionali, davanti alle attività che forniscono generi alimentari mentre su tante finestre sono comparsi i drappi con su scritto “Andrà tutto bene”. Calci come Pisa, Firenze o Roma, ma ogni comunità ha una sua storia da raccontare in questi giorni di emergenza coronavirus.

Siamo andati, per evitare il contagio virtualmente, a raccontare la comunità calcesana in questi giorni. Abbiamo sentito il sindaco, il parroco, i volontari che prestano il loro aiuto, un farmacista e un edicolante. Abbiamo così scoperto come il paese ha aggiornato le proprie abitudini e i propri ritmi pur rimanendo comunità, forse anche di più rispetto a quanto avveniva prima.

Si scopre così che i calcesani rispettano le nuove regole. Emerge la generosità di chi aiuta anziani e malati superando la paura e affrontando i rischi così come chi fornisce un servizio essenziale, un farmaco o un giornale che sia. —

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