Italia
Benotto: preghiamo per malati, medici e operatori sanitari che sono in prima fila
L’arcivescovo celebra la funzione domenicale nel duomo a porte chiuse e invoca l’aiuto della Vergine sotto gli organi
Il Duomo è deserto, ma la voce dell’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto arriva ai pisani grazie alla tv e al web. La messa nella prima domenica di coronavirus arriva ai fedeli tramite streeming su internet e la diretta di 50 canale. Una celebrazione condizionata non solo dall’ambiente surreale della cattedrale a porte chiuse, ma anche dell’emergenza che il nostro territorio vive come il resto d’Italia. Monsignor Benotto non può che pregare per chi «affidiamo a te, Signore, gli ammalati» e per chi da giorni combatte il virus arrivato dalla Cina: «sostieni i medici e gli operatori sanitari in prima linea». Una preghiera a cui si aggiunge l’invocazione dell’aiuto divino attraverso l’intercessione della “Madonna sotto gli organi”.
Sotto il dipinto del 1200 attribuito a Berlinghieri vi è la scritta “Proteggi o vergine Pisa”. Tradizione vuole che la città chieda il suo aiuto e la ringrazi di fronte a pericoli e a disastri di ogni genere. Terremoti, inondazioni, pestilenze, carestie e ora la pandemia causata dal coronavirus perché Benotto si è raccolto in preghiera sotto la Vergine per chiedere di nuovo il suo aiuto: «Da secoli il popolo pisano ti ha scelto come madre e tu lo ha protetto e guidato. Noi ti proclamiamo madre amatissima. Ti acclamiamo patrona nostra. Stiamo vivendo lo sconcerto e per questo ci consacriamo a te come i figli alla loro mamma, ti affidiamo le nostre famiglie e il nostro lavoro, siamo pronti a seguire Cristo tuo figlio».
L’invocazione è arrivata al termine della funzione, poco prima della benedizione finale. Una scelta dettata dal rito liturgico ma che ha chiuso simbolicamente la parabola di una messa dedicata all’emergenza di questi giorni. Un momento critico sottolineato fin dall’inizio dall’arcivescovo che ha sottolineato come l’assenza dei fedeli non ferma il messaggio del Cristo e come lo Spirito Santo gli raggiunga anche nelle loro case.
La liturgia quaresimale aiuta poi Benotto nella riflessione. La lettura del Vangelo, incentrato sulla donna Samaritana, gli consente di ricordare ai fedeli che «in questi giorni si può scoprire che il rapporto con Dio non è legato ai luoghi: in questa domenica non potete recarvi in chiesa, ma Gesù si incontra nel profondo del nostro essere, dentro di noi in una relazione continua di ascolto e risposta con Dio».
«Sono giorni di preghiera intensa», sottolinea l’arcivescovo che proprio per questo dopo la benedizione non rinuncia ai tradizionali annunci. La pastorale infatti prosegue attraverso il web: ogni giorno alle 8 sarà trasmessa sui social la Messa dalla cappella dell’Arcivescovado; mercoledì alle 18 la catechesi; giovedì, in occasione del 19 marzo festa di San Giuseppe, tutte le famiglie italiane sono invitate a recitare il rosario; venerdì alle 21 la via crucis dei giovani. «Appuntamenti – sottolinea Benotto – non fisici ma che ci facciano sentire famiglia sebbene a distanza». —
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