La protesta
Ricoverato in rianimazione un artigiano di 52 anni
In provincia registrati 11 nuovi casi, aumenta l’attenzione su Pomarance e Santa Maria a Monte. All’ospedale Lotti mancano le protezioni, sale il malumore
Pisa. Un artigiano di 52 anni residente a Santa Maria a Monte è stato ricoverato in rianimazione all’ospedale Lotti di Pontedera. È stato trovato positivo al Covid-19 l’altro giorno, poi le sue condizioni sono peggiorate fino a rendere necessario il ricovero. È questo uno degli 11 nuovi casi che, secondo quanto riferito dalle Asl Toscana Nord Ovest e Centro, si sono verificati nella nostra provincia. Per Santa Maria a Monte è il terzo caso in pochi giorni, un tecnico di 59 anni, uno studente di 18 e ora il 52enne, le cui condizioni fanno preoccupare. In provincia si registra finora la morte di un solo paziente, avvenuta all’ospedale di Cisanello una settimana fa. Sale anche da noi il numero dei contagiati. Ieri ai positivi al Covid-19 già riscontrati si sono aggiunti una donna di 56 anni di Lajatico, a casa; una donna di 56 anni di Pomarance, a casa; una donna di 75 anni di Volterra, ricoverata in ospedale; un uomo di 59 anni di Pontedera, ricoverato in ospedale ; una donna di 76 anni di Vecchiano, ricoverata in ospedale; un uomo di 52 anni di Pisa, ricoverato in ospedale; un uomo di 78 anni di Pisa, ricoverato in ospedale. A Pomarance, dove nei giorni scorsi è stato trovato positivo al virus un medico di famiglia, si registra dunque il terzo caso. Qui la situazione preoccupa, sono tante le persone che sono passate dall’ambulatorio del medico. La procedura è sempre la stessa. Per tutti i casi positivi il dipartimento di Prevenzione Area Funzionale Igiene Pubblica ha provveduto a fare la valutazione dei contatti stretti con le persone risultate positive e anche ieri i sindaci hanno firmato quarantene un po’ in tutti i centri. Il nuovo caso di Pontedera non è legato ai primi due coniugi trovati positivi e oggi finisce la quarantena del sindaco Matteo Franconi, degli assessori e di altri amministratori di comuni vicini che avevano incontrato la donna prima positiva. Oltre agli 8 dell’area pisana, altri tre si sono registrati nel Valdarno: a Santa Croce sull’Arno (un uomo di 86 anni, ricoverato in buone condizioni al San Giuseppe di Empoli); a Montopoli (una donna di 69 anni ricoverata in buone condizioni) e a San Miniato (un 61enne ricoverato in condizioni critiche). Dopo il ricovero in rianimazione al Lotti del paziente di Santa Maria a Monte e l’arrivo di altri due casi sospetti al pronto soccorso, il malumore degli infermieri si è moltiplicato. Nei reparti mancano le mascherine e quelle consegnate non sono appropriate. Mancano le mascherine chirurgiche, quelle idonee per trattare pazienti sospetti o positivi (FFP3 e FFP2), camici monouso, protezioni per gli occhi, guanti. «I dispositivi che ci sono stati consegnati non sono appropriati e si rompono – spiega Laura Scateni, in rappresentanza del Nursind –. La mascherina dovrebbe essere cambiata ogni 4 ore, attualmente chi è riuscito ad averla la tiene anche per più turni. Oltre all’ospedale è coinvolto anche il territorio, dove il personale infermieristico va a domicilio ed effettuare i tamponi ai casi sospetti senza avere le protezioni necessarie». —
Sabrina Chiellini
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