Lutto
Coronavirus: la movida di Pisa silenziata e messa in quarantena, l’altra faccia del centro
Deserte le “piazze” tradizionalmente dedicate ai ritrovi dei giovani. Balordi, tossicodipendenti e spacciatori, però, non mollano: le vie diventano di loro
PISA. La movida non brinda e si blinda in casa, ma il centro storico ai tempi del coronavirus diventa territorio di spacciatori, balordi e tossici. Come tutti i giovedì, anche ieri sera ci sarebbe potuta essere la calca nei locali clou della movida e dell'aperitivo. Tutto sprangato, e già da domenica scorsa. Piazza della Berlina deserta alle 17, piazza Gambacorti vuota. Vuota e deserta via delle Case Dipinte dove ci sono due locali must dell'aperitivo, il Sud e l'Orzo Bruno. Deserta via San Francesco dove c'è il bar Tree. Piazza San Paolo all'Orto, dove dominava l'intrattenimento soft de “Il sottobosco”, sfoggia un silenzio che si taglia col coltello. Via dei Mercanti che si affaccia sulla piazza, ha le serrande abbassate sia della piadineria che del ristorante Offish, quest ultimo particolarmente sfortunato perché i giovani imprenditori titolari lo hanno inaugurato circa una settimana fa.
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Chiusi in piazza Sant’Omobono il Manicomio e tutto il resto. Piazza delle Vettovaglie deserta. Lì però, per il terzo giorno consecutivo, c'è un “assembramento” di spacciatori, tossici e balordi coi cani che dalle 18 fino alle 20 (come Il Tirreno ha segnalato anche in tempi non emergenziali) continuano a fare quello che gli pare. I pochi passanti che vanno a fare la spesa di generi alimentari (attività consentita) in piazza Sant'Omobono e via Cavalca devono passare in mezzo a questo degrado pericoloso di varia umanità. «Ci dobbiamo guardare dal virus, dobbiamo attenerci alle regole ma dobbiamo stare attenti anche agli spacciatori. Se continua così non vengo più a fare la spesa qui, mi metterò in coda al supermercato», dice una cliente di un banco di ortofrutta.
«Bisogna tutelarci dal virus ma anche da questi spacciatori. Alle 17 c'è il deserto e loro possono rapinare chiunque senza che altri possano intervenire», dice un esercente della piazza. . Se le persone che fanno la spesa nei piccoli negozi, rispettando tutte le regole, non si sentono sicure perché devono “schivare” il virus e il pericolo di balordi, alla fine la conseguenza sarà che chiuderanno anche i piccoli negozi, con l'effetto di ingigantire gli assembramenti ai supermercati.
«Se ho un'emergenza e devo scendere in farmacia alle 19.30 mi devo far scortare? Non c'è nessuno in giro se non gente fuori di testa», dice una residente di via delle Case Dipinte. Il culmine del degrado lo si ritrova sotto il loggiato di viale Gramsci in zona stazione. «Venti? Forse trenta tra spacciatori, tossici e ubriachi si assembrano nelle solite postazioni. Hanno trovato il vaccino per loro?», denuncia con sarcasmoi il titolare di un bed & breakfast. Questo nostro lettore ha provato a filmare l'assembramento ed è stato rincorso da due spacciatori per metà del loggiato trovando rifugio in un portone semi aperto. Erano le 11 di ieri. «Qualcuno di questi balordi ha anche il cane. Ieri (due giorni fa, ndr) quel cane in Corso Italia si è avventato su un passante. Roba da pazzi. C’è da avere paura. Magari se sei isolato ti fermano e ti derubano», conclude lo stesso.
La nuova mortifera emergenza si somma a quelle vecchie che sembrano endemiche a Pisa. È necessario più controllo del territorio sia per contenere il contagio che per dare la sicurezza per quei piccolissimi e leciti gesti quotidiani di primaria necessità. —
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