Il Tirreno

Pisa

Il nostro vaccino può stare in due parole

Cristiano Marcacci
Il cartello che da ieri pomeriggio campeggia all’ingresso della redazione pisana de Il Tirreno (Foto Fabio Muzzi)
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Il cartello che da ieri pomeriggio campeggia all’ingresso della redazione pisana de Il Tirreno (Foto Fabio Muzzi)

Il commento del nostro giornalista Cristiano Marcacci. E intanto mandateci le vostre foto, tutti insieme facciamo ancora più comunità: #iorestoacasa

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Ci siamo ormai affezionati e non c’è motivo di cambiare denominazione alla nostra tradizionale riflessione de “Il Sabato”. Nonostante, ai tempi del coronavirus e della paura da contagio, il calendario sia diventato un optional.

Con la stragrande maggioranza dei cittadini costretta tra le mura domestiche, che senso ha sapere che giorno è e quale sarà quello di domani? Non ci sono i posticipi di calcio, le prove del Gran premio di Formula uno e l’esigenza di prenotare il vassoio di paste o i tortelli fatti a mano a ricordarci che siamo alla vigilia di una “normale” giornata di festa. Quella “normalità” che d’improvviso è scomparsa e che è stata annientata dall’esigenza di dover dare, ognuno di noi, un piccolo contributo a far rientrare il prima possibile la maxi emergenza sanitaria in atto.

C’è un’altra “normalità” a cui ora far fronte: quella di stare in casa, evitando il più possibile i contatti all’esterno ed uscendo solo per le necessità più volte evidenziate dai vari provvedimenti governativi che si sono succeduti in questi ultimi giorni. Ha pienamente ragione il prefetto di Pisa, dottor Giuseppe Castaldo, che proprio ieri, in un’intervista rilasciata proprio a Il Tirreno, ha usato una frase perfettamente adeguata al periodo che stiamo vivendo: «Per il momento, il vaccino è nel comportamento di ognuno di noi».

Proprio così, buon senso e responsabilità personale devono rappresentare la nostra bussola quotidiana. Anche e soprattutto quale doveroso omaggio di rispetto nei confronti di tutti coloro che in questi giorni sono in prima linea contro il Covid-19. Salvando e curando vite umane ed esponendosi, in prima persona, al rischio di contagio. Davanti ai nostri occhi ci devono sempre essere i medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario degli ospedali e dei servizi territoriali, a cui si aggiungono gli appartenenti alle forze di polizia e tutti coloro che sono titolari di attività che devono, pur in questa situazione, rimanere aperte per garantire un presidio di servizio pubblico. A loro va il nostro pensiero. A loro va la nostra dedica, con la promessa che non ci dimenticheremo di loro e dei loro sforzi che superano, di ora in ora, qualsiasi paletto deontologico.

“Impegno e coraggio”: due parole che dicono tutto e che urliamo forte. Le abbiamo messe insieme perché, insieme appunto, possono rappresentare un efficacissimo vaccino. Le abbiamo fatte nostre e da oggi campeggiano all’ingresso della redazione de Il Tirreno di Pisa, come nelle altre città della Toscana che ospitano una delle nostre redazioni.

Un giornale di comunità deve, in questa fase, sentirsi ancora più comunità. Stringiamoci e baciamoci coi pensieri. Per abbracciarci nuovamente ci sarà tempo. Ne siamo sicuri. E quando torneremo a farlo saremo più ricchi. E più forti. 

Intanto, inviateci le vostre foto da casa vostra a pisa@iltirreno.it e pontedera@iltirreno.it Tutti insieme facciamo ancora più comunità: #iorestoacasa

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