Il Tirreno

Pisa

confesercenti 

Il grido di dolore lanciato dagli ambulanti dell’Anva

«L’interruzione delle attività avrà un fortissimo impatto in materia di liquidità per far fronte alle scadenze e alle necessità quotidiane»

2 MINUTI DI LETTURA





pisa. «In un momento drammatico per il nostro Paese legato al propagarsi del coronavirus, gli ambulanti sono pienamente concordi che la salute pubblica debba essere garantita come priorità irrinunciabile, ed in questo senso, pur ritenendo che i mercati siano il posto più sicuro dove acquistare rispetto ad altre realtà, sono disposti a fare i giusti e dovuti sacrifici con la chiusura dei mercati».

Sono i massimi dirigenti del sindacato ambulanti Anva Confesercenti Toscana Nord ad intervenire dopo la firma dell’ultimo decreto che di fatto chiude i mercati eccetto quelli alimentari. Sono il presidente Toscana Nord Leonetto Pierotti, il responsabile Claudio Del Sarto e i presidenti di Pisa e Massa Carrara Roberto Luppicchini e Pierpaolo Pucci, a scendere in campo a difesa dell’intera categoria che rappresentano.

«Siamo vicini ai nostri colleghi – affermano i presidenti – che in questo momento stanno stringendo i denti e non possono incassare nemmeno un euro dal proprio lavoro. È un momento difficile ma ci risolleveremo. La salute prima di tutto ovviamente, ma senza dimenticare il nostro futuro lavorativo. Le amministrazioni comunali e il governo siano consapevoli che gli ambulanti hanno una famiglia ed impegni economici; ed un’interruzione delle attività almeno fino al 3 aprile, avrà un forte impatto in materia di liquidità per far fronte alle scadenze e alle necessità della vita giornaliera».

Da qui le richieste forti e irrinunciabili da parte dell’Anva Confesercenti Toscana Nord.

«Ai Comuni chiediamo la sospensione e l’abbattimento del pagamento Cosap, la sospensione e la riduzione del pagamento Tari e il non conteggio delle assenze in questo periodo – insistono i presidenti degli ambulanti –. Al governo di considerare nel comparto turismo anche gli ambulanti dei raggruppamenti turistici, visto che vivono quasi completamente grazie ai flussi turistici, la sospensione delle scadenze Inps, finanziamenti immediati a tasso zero, cassa integrazione per tutte le tipologie di aziende, rinvio al 31 dicembre dell’obbligo dell’invio telematico degli scontrini e della lotteria, credito d’imposta per le aziende danneggiate e sospensione pagamenti di bollette, mutui e finanziamenti alle aziende. Richieste avanzate – concludono i dirigenti dell’associazione di categoria – con l’obiettivo di far sopravvivere le imprese ambulanti che spesso rappresentano una rete commerciale di vicinato laddove non c’è niente. Un settore produttivo che non ha nessuna sussistenza e nessun paracadute, che vive solo del proprio lavoro». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini