Gioco
Tutti in fila per la spesa e il carrello viene usato per tenere le distanze
Pisa. In centinaia in fila per fare la spesa: non è una nuova ondata di panico causata dai nuovi restringimenti per contenere il coronavirus, ma semplicemente la realtà affrontata ieri da chi ha acquistato cibo a Pisa e provincia. Come stabilito dai decreti del presidente del Consiglio e dal buonsenso necessario alla luce della pandemia, nei supermercati e nei negozi di generi alimentari si entra in gruppi che variano da 5 a 20 persone a seconda delle dimensioni del punto vendita. E nei supermercati più grandi, inevitabilmente, si sono create delle lunghe code.
Ieri abbiamo fatto anche noi la spesa all’Esselunga di Pisanova e alla Coop di Pontedera. In entrambi è stato necessario attendere in fila per almeno un’ora prima di entrare al supermercato. Un dato che, a quanto risulta, non è dissimile da quelli di altri supermercati cittadini e in provincia.
Il nuovo modo di fare la spesa cambia i tempi e le abitudini, ma soprattutto le adatta all’emergenza. Chi si mette in coda ai supermercati alla fine pone il carrello tra se e chi lo precede, ottenendo senza volerlo il rispetto delle distanze precauzionali tra le persone richieste dal dilagare del virus.
Nonostante l’intolleranza degli italiani e dei toscani alle lunghe attese, a Pisa e Pontedera non risulta si siano verificate proteste né tentativi di fare i furbi. Tutto a un tratto la maggior parte dei cittadini sono diventati ordinati e rispettosi. «Siamo tutti e in fila come cinesi», constatava scherzando un giovane in attesa di entrare all’Esselunga. «Ci hanno contagiato in tutti i sensi», è stata la battuta di replica di un’altra ragazza.
Al di là di qualche gesto d’intesa e rapida chiacchiera tra compagni di sventura, ovunque le code sono state composte e, soprattutto, silenziose. Un silenzio quasi irreale rotto il più delle volte solo dalla domanda: «Dove comincia la fila?». In pochi indossavano la mascherina, ma la voglia di avvicinarsi agli altri era per tutti pari a zero. Solo qualche coppia si è messa in fila tenendosi per mano, un segno di normalità in un mondo diventato di colpo irreale.
«Speriamo almeno di trovare il cibo che ci serve», è stato il commento di molti in coda vedendo uscire dai supermercati tante persone con i carrelli pieni. Ma il motivo delle scorte non è certo la preoccupazione di non trovare più cibo. «Ho deciso: farò la spesa per i prossimi sette giorni», sbotta un pisano che, più che polemizzare, non fa altro che constatare una delle novità portate dall’emergenza: l’abitudine della spesa quotidiana diventa un lusso in termini di tempo. In più c’è la consapevolezza che, uscendo fuori casa, si ci espone ad un rischio.
Lo stesso timore che causa un’altra coda prima del settore ortofrutta dell’Esselunga: il disinfettante e i guanti di plastica messi a disposizione dei clienti diventano una tentazione irresistibile per tutti. Ogni cliente si lava le mani e li indossa anche perdendo altro tempo. Ma ormai il più è fatto e, soprattutto, si recupera qualche minuto alle casse: le tradizionali file si sono trasferite all’esterno causa coronavirus. —
Giuseppe Boi
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