Sicurezza
Pisa, via libera dal Comune al palazzo di via Pellizzi
Concesso il permesso alla demolizione del fabbricato e successiva costruzione di un edificio con 20 appartamenti
PISA. Concesso dal Comune di Pisa, attraverso l’Ufficio Edilizia Privato il permesso per la demolizione del fabbricato e successiva costruzione di un edificio residenziale per venti unità immobiliari, ad uso civile abitazione, in via Pellizzi 7. Nell’atto, che porta come data lo scorso 2 marzo, si legge che «i lavori debbono essere iniziati entro un anno dalla data di rilascio del presente permesso ed ultimati entro tre anni dalla data di inizio dei lavori». . Il contributo che il titolare del permesso deve corrispondere è di 282.453,60 euro: 64.195,20 per urbanizzazione primaria; 182.174,40 per urbanizzazione secondaria; 36.084 quale contributo sul costo di costruzione delle opere.
Il progetto di costruzione del palazzo, dove prima c’era la sede dei Monopoli di Stato, è osteggiata da anni dal comitato dei residenti.
La “battaglia” iniziò quattro anni fa con un appello per dire no alla costruzione di un nuovo palazzo a cui aderirono decine di famiglie. Nel 2017 le firme si moltiplicarono. Con oltre 250 sottoscrizioni, i residenti di via Pellizzi e delle strade limitrofe cercarono di convincere l’amministrazione a non rilasciare i permessi a costruire alla società che aveva intenzione di realizzare una palazzina di sette piani nell’area degli ex magazzini dei Monopoli di Stato. Ad oltre tre anni di distanza il progetto è cambiato, ma continua ad alimentare la mobilitazione del quartiere e del comitato di via Battelli che, all’indomani dell’ennesima richiesta a costruire presentata a Palazzo Gambacorti, aveva chiesto di fermare l’iter per scongiurare «un notevole aumento dei carichi urbanistici della zona».
Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo palazzo di cinque piani fuori terra più uno per locali tecnici e terrazza per un totale di venti nuovi appartamenti, in sostituzione dell’attuale edificio di due piani fuori terra (due appartamenti totali).
«Quello proposto è in sostanza molto simile al precedente progetto di recupero mediante sostituzione edilizia presentato dai soggetti attuatori e già bocciato nel 2018 - aveva sottolineato il Comitato -. Siamo favorevoli al risanamento dell’edificio esistente, sia attraverso la rimozione dell’amianto delle coperture che attraverso una sostituzione edilizia, ma di pari carico insediativo. Questa operazione non deve passare attraverso la costruzione di un mega-edificio di sei piani che va ad aumentare i carichi urbanistici della zona».
Critica è sempre stata la posizione del gruppo consiliare Diritti in comune rispetto «ad una operazione - hanno detto - che non solo non trova alcun consenso da parte degli abitanti del quartiere, che da anni sono invece per una vera riqualificazione dell’area, ma che è anche in contrasto con il regolamento urbanistico che, raccordato con norme di rango sovracomunale, proibisce chiaramente ulteriore carico insediativo in quell’area».
Sulla vicenda per la maggioaranza era intervenuto Gino Mannocci, capogruppo della lista Pisa nel cuore: «L’intervento fa sviluppo (e quindi porta benefici economici), immette nuove abitazioni e quindi in qualche modo va ad abbassare i valori di mercato (con beneficio, per esempio, per gli studenti) e riqualifica la zona». —
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