Sicurezza
Il Lotti si riorganizza per far fronte all’emergenza coronavirus
L’obbiettivo è quello di raddoppiare in dieci giorni la disponibilità di letti a Pontedera
PONTEDERA. Il Lotti di Pontedera si attrezza per diventare uno dei centri di riferimento per curare i malati di Covid-19 della Valdera e del Volterrano in particolare e dell’area di competenza della ASL Toscana Nord Ovest. Lo ha detto la dottoressa Maria Letizia Casani durante la conferenza sulla riorganizzazione della rete ospedaliera per la gestione della diffusione del Coronavirus. Una decisione questa in parte già comunicata quando si è cominciato a parlare dell’epidemia e che si sta concretizzando ora che la diffusione del virus ha raggiunto dimensioni da pandemia. «Ogni giorno, in media, nel territorio della nostra Asl, registriamo circa 25 casi positivi in più di Coronavirus Covid-19» spiega Casani, direttore generale dell'Azienda Usl Toscana nord ovest, illustrando le misure organizzative che sono in corso sulla rioganizzazione della rete ospedaliera per la gestione della diffusione del Coronavirus Covid-19. Pontedera fa parte della rete di ospedali dove l’Asl vuole intervenire per arrivare, entro 10 giorni, a raddoppiare complessivamente i posti letto di terapia intensiva, insieme a Lucca, Versilia, Massa e Livorno. Si tratta di un'azione preventiva, che serve per essere preparati all'eventuale aumento dei contagi e delle persone che avranno bisogno delle terapie intensive per guarire. Per prima cosa saranno aumentati i letti di terapia intensiva, è stato detto, passando da 68 a 140 posti.
Nei presidi ospedalieri considerati centro Covid è previsto anche l'allestimento di reparti dedicati ai pazienti positivi che, pur avendo bisogno di essere ricoverati, non necessitano della terapia intensiva. Il direttore ha parlato di "stecche" isolate di posti letto che lavoreranno in pieno coordinamento con i reparti di pneumologia, malattie infettive e terapia intensiva. Sul modello sperimentato anche con l’iniezione del New Delhi, passata in secondo piano dopo l’emergenza Coronavirus anche se sempre presente negli ospedali.
«Al momento i posti in più di questo tipo saranno 115 - prosegue -, ma in base alle necessità sarà possibile aggiungerne altri 110 in una seconda fase, altri 80-90 in terza fase e ulteriori 100 in quarta fase. Insomma ci vogliamo preparare all'ipotesi peggiore, vogliamo che il nostro sistema sia pronto nel caso ci fosse una nuova impennata di casi».
Anche a Pontedera saranno allestite delle postazioni isolate per accogliere tutte quelle persone a cui sono stati fatti i tamponi perché identificati come casi sospetti, oltre alla tenda pre triage già allestita.
Finché ci sarà l’emergenza anche per Pontedera si prospetta un'attività incentrata prevalentemente alla cura dei pazienti con Covid-19. È prevista una netta separazione con le attività di routine, fermo restando che le principali attenzioni saranno per i malati dì Covid-19. Negli altri ospedali saranno convogliate parte delle attività che non saranno più effettuate negli "ospedali Covid", perché come noto tutta l'attività chirurgica programmata è stata sospesa. Gli ospedali "no Covid" quindi si faranno carico di smaltire la programmazione ora bloccata.
Intanto da Volterra arriva la richiesta del dottor Paolo Fidanzi. «È più che mai necessario che la Asl nord-Ovest si attivi attraverso per predisporre a Volterra tre quattro posti di sub intensiva e rianimazione per far fronte all'emergenza del coronarovirus. S'impone come un dovere da parte della Asl e del sindaco». —
Sabrina Chiellini
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