Il Tirreno

Pisa

la polemica: indicazioni vaghe 

I parrucchieri chiusi o aperti? «Il Comune non può intervenire»

Sabrina Chiellini

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PONTEDERA. Fatto il decreto, trovata l’incoerenza. Da una parte si dice che si può uscire solo per andare al lavoro, fare la spesa e per motivi sanitari, e poi si lasciano aperti parrucchieri e centri estetici. Dopo l’adozione dell’ultimo decreto del governo per le misure di contenimento del coronavirus, molti si aspettavano un atto da parte del Suap dell’Unione dei Comuni della Valdera. Aperti o chiusi? Un dilemma. Un buon numero di titolari dei negozi ha deciso di chiudere in maniera autonoma, visto che per entrambe le categorie è difficile, pur con tutte le cautele e le misure igieniche possibili, mantenere la distanza di almeno un metro dal cliente.

Ma la protesta è immediata. «Con rammarico, perché abbiamo visto che il lavoro andava avanti - spiega Beatrice Simoneschi del negozio Alberto Simoneschi - abbiamo deciso di chiudere, ma voglio far notare tutte le incongruenze di questo decreto. Da una parte il governo ci dice che dobbiamo stare a casa, che dobbiamo mantenere le distanze tra le persone e che si può uscire per motivi di comprovata necessità. I parrucchieri non rientrano in alcuna di queste motivazioni. Ci aspettavamo un intervento a livello comunale e nemmeno questo è arrivato. Non è possibile per un parrucchiere i stare a distanza di sicurezza. Puoi usare mascherine, guanti e altro. Ma cosa cambia? Per questo, con senso di responsabilità, e dopo avere riflettuto a lungo per la nostra salute, quella dei dipendenti e dei clienti abbiamo deciso di chiudere».

Prima di chiudere la titolare del salone ha scritto un post su Facebook. «Siamo molto dispiaciuti - si legge tra l’altro - che le autorità competenti non facciano qualcosa in più di un semplice “state a casa”, avremmo voluto chiudere con un’ordinanza ben precisa da parte di chi ci governa, ma per l’ennesima volta nessuno ci aiuta, è tutto sulle nostre spalle. Noi non molliamo, ci vediamo presto pronti ad esaudire ogni vostro desiderio».

Abbiamo chiesto al vicesindaco, Alessandro Puccinelli, cosa ne pensi. «Il Comune non può in alcun modo intervenire- spiega -. C’è un decreto a livello nazionale. Chi può mantenere le distanze ed assicurare il rispetto delle norme igieniche può restare aperto. Il Comune non può imporre la chiusura». —

Sabrina Chiellini

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