Il dolore
La torre piezometrica ormai è diventata un pericolo: verrà demolita a pezzi
Approvato dagli uffici del Comune il progetto esecutivo. Via all’assegnazione dei lavori: primo lotto da 200mila euro
PISA. Una demolizione per pezzi. In pratica, sarà smontata una parte alla volta. Deciso il destino della torre piezometrica di Putignano, simbolo ormai di degrado. Oltre che struttura pericolosa anche per la pubblica incolumità. È stato approvato dalla Direzione lavori pubblici del Comune di Pisa il progetto esecutivo di messa in sicurezza e successiva demolizione dell’ex torre piezometrica, oltre a dare il via libera al bando pubblico per l’assegnazione dei lavori. . Si procederà per stralci (il primo è da 200mila euro) considerate le dimensioni del manufatto: un serbatoio in cemento armato di circa 10 metri e mezzo di diametro, sostenuto in quota da 8 pilastri disposti sui vertici di un ottagono. Il diametro della base è di circa 6 metri e mezzo e la torre raggiunge circa 35 metri di altezza.
Proprio la ragguardevole altezza è stata tra i principali elementi di valutazione da parte dei tecnici, insieme al costo, per decidere il tipo di intervento per la demolizione. È stato così previsto, come si legge nelle relazioni degli uffici comunali, «l’utilizzo di una tecnica di demolizione progressiva e controllata dell’elemento dall’alto verso il basso, dove tutti gli elementi saranno sezionati in modo da non compromettere la stabilità della parte che rimarrà temporaneamente in opera».
Tecniche tradizionali peraltro erano state escluse anche per «il contesto in cui si trova il manufatto, vista la presenza di abitazioni, viabilità, locali accessori nelle immediate vicinanze».
La soluzione scelta prevede inizialmente la costruzione del ponteggio perimetrale fino al raggiungimento della sommità del serbatoio. Contemporaneamente verrà allestita a terra una specifica area di cantiere occupando una porzione di parco, viabilità e parcheggi in prossimità di via delle Bocchette. Prima dell’inizio delle attività, i gestori delle antenne di radiotelefonia che si trovano sulla torre dovranno procedere alla rimozione di tutte le loro attrezzature attraverso l’uso di una piattaforma elevatrice.
Una volta allestito il cantiere saranno realizzate “carote” sulla copertura del serbatoio grazie alle quali si potrà agganciare una specifica autogrù. «Si procederà poi - spiegano gli uffici tecnici - al sezionamento del manufatto in porzioni che, attraverso l’autogrù, verranno sollevate e portate al di sopra dello specifico spazio previsto nell’area di cantiere allestita nel giardino e parcheggio pubblico, dove verranno demolite mediante specifici macchinari con separazione del rifiuto e successivamente smaltite presso le preposte discariche. Si procederà in questo modo ripetendo l’operazione fino alla completa demolizione dell’intera struttura».
Nella soluzione proposta a base di gara si prevede di suddividere il manufatto in sette tronconi: soletta superiore del serbatoio, pareti del serbatoio, soletta inferiore del serbatoio ed infine i pilastri secondo i livelli di altezza. —
Francesco Loi
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
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