Attenzione
Chiudono anche estetiste e parrucchieri «Tutto questo passerà»
Pontedera si svuota, pochissime le attività che ancora resistono in centro E il sindaco prova a infondere coraggio: «Rispettiamo le misure, ce la faremo»
PONTEDERA. La musica che esce dai bar aperti è la colonna sonora di una città spettrale. Una manciata di persone in corso Matteotti, negozi chiusi e avvisi affissi alle saracinesche che invitano la gente a restare in casa. Fuori dalle banche una fila ordinata scandita dalla distanza di sicurezza imposta dal governo.
Il primo giorno di Pontedera “zona rossa” regala un’immagine drammaticamente destinata a fare storia.
I piccoli commercianti resistono, ma se ne stanno con le braccia incrociate dietro alla cassa, in attesa di clienti che non entreranno mai. Parrucchieri ed estetiste si dicono pronti a sospendere l’attività. C’è chi lo ha già fatto ieri, e chi invece lo farà nei prossimi giorni. Il decreto firmato dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte, nella serata di lunedì parla chiaro: l’Italia si ferma. E con lei anche Pontedera. I parcheggi a pagamento nella zona centrale della città sono vuoti, nei bar possono entrare soltanto poche persone alla volta, le navette gratuite che portano in centro girano, ma sono vuote. Massima attenzione a non creare assembramenti, al chiuso e all’aperto.
Le forze dell’ordine controllano che tutti seguano le regole dettate dal governo. Alle 18 cala il silenzio. Come previsto dal decreto, chiudono i bar e gli altri locali. E Pontedera va a dormire in anticipo, tra lo stupore per una città irriconoscibile e la preoccupazione per una situazione del tutto anomala.
«Pontedera è una città forte, tutto questo passerà. Ora l’importante è attenerci il più possibile alle misure indicate dal governo. Ce la faremo, ne sono sicuro», dice il sindaco, Matteo Franconi, a casa in quarantena dopo essere entrato in contatto – nei giorni scorsi – con una persona risultata positiva al Coronavirus. L’emergenza Covid-19 tocca anche l’operato degli uffici comunali. Agli sportelli possono accedere massimo tre persone alla volta, le altre devono aspettare all’esterno. L’invito è quello di evitare di recarsi agli uffici, e se proprio non è possibile farne a meno di prendere un appuntamento per telefono. E poi c’è il problema del commercio. Le attività, se la “paralisi” dovesse andare avanti a lungo, rischierebbero seriamente di chiudere per sempre. «Stiamo aspettando le indicazioni del governo per orientarci nell’ambito delle imposte comunali. È un momento in cui è necessario agire con la massima prudenza, in ogni decisione», prosegue Franconi. Le grandi catene non ci hanno pensato due volte. Intimissimi, Calzedonia, Charget, Tally Weijl, Kiko, Tezenis, Willy Be Smart, Zuiki hanno chiuso i punti vendita in corso Matteotti. Lucchetto alla porta d’ingresso anche per Divo abbigliamento, a Pontedera e Santa Maria a Monte, fino a martedì prossimo compreso. «È brutto e doloroso per tutti vedere la nostra città svuotata di persone – conclude il sindaco - ma stare a casa è l’unica soluzione per combattere il virus». —
Tommaso Silvi
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