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Chiude anche l’ippodromo «Il governo non ci dimentichi»

Chiude anche l’ippodromo «Il governo non ci dimentichi»

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PISA. La minaccia del virus colpisce anche l’ippica pisana. Dopo due giornate di corse (27 febbraio e 1 marzo) per le quali, com’è avvenuto nel calcio, è stato adottato il criterio delle “porte chiuse” come da disposizioni normative, anche Alfea ha preso atto dell’ultimo intervento del consiglio dei ministri in materia di contenimento dell’epidemia virale che ha chiuso tutti gli impianti alle manifestazioni sportive e agli eventi, sospendendo di fatto, da domani, la stagione ippica a San Rossore. Una contingenza ineluttabile, ma tanto più dolorosa poiché quello di marzo era il mese costellato dai maggiori appuntamenti. Formalmente il decreto dovrebbe cessare i suoi effetti il 3 aprile, ma tutto sembra affidato all’evolversi della situazione.

Inoltre, ufficialmente il 130º premio “Pisa” è in programma il 5 aprile, 48 ore dopo la scadenza del Dpcm, ma non si può sapere se verrà prorogato o meno. Per ora il centro di allenamento di San Rossore resterà aperto, rispettando le prescrizioni previste. Poiché questa situazione metterà evidentemente in ginocchio società di corse e scuderie, è già stata messa in moto la procedura per chiedere al governo di prendere in considerazione nei suoi interventi di sostegno dell’economia anche il settore dell’ippica.

Riguardo ai precedenti storici di blocco della stagione di corse a San Rossore dobbiamo risalire a tre eventi di gravità evidentemente ben diversa. La prima all’inizio della stagione 1943-1944. Dopo che nel marzo 1943 si era disputato il premio “Pisa” vinto da Buonarrota, con il 31 agosto di quell’anno iniziò la stagione dei bombardamenti sulla città che interessarono anche l’area di Barbaricina e San Rossore. Finita la guerra, si formò, con azionariato popolare, una nuova società Alfea che, con grande sacrificio e abnegazione dei singoli, riportò le corse a San Rossore il 6 febbraio 1947. Passerà mezzo secolo per assistere ad un nuovo stop. Era il 1999, In questo caso fu per motivi sindacali sollevati dalle categorie: l’ippodromo di San Rossore fu costretto a chiudere i battenti per l’intero mese di gennaio.

Una terza e più breve interruzione avvenne nel 2008 per responsabilità dell’Ente Tecnico: a causa di errati calcoli nello stanziamento del montepremi nazionale, si ebbero a San Rossore otto giornate di sospensione. —

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