Il Tirreno

Pisa

Lo scempio dell’8 marzo 

Raid vandalico in rosa, salgono a una ventina le persone individuate

Raid vandalico in rosa, salgono a una ventina le persone individuate

Prosegue il lavoro della Digos per accertare le responsabilità Denunce in vista per deturpamento e aggravante del gruppo

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Aumenta il numero di coloro che sono stati individuati come autori del raid che, nella notte tra sabato e domenica, ha deturpato di scritte il centro della città. Da una quindicina, secondo una prima ricognizione, si è passati ad una ventina.

Per tutte queste persone c’è all’orizzonte una denuncia per deturpamento ed imbrattamento con l’aggravante di aver agito in gruppo e contro beni storici.

Secondo quanto ricostruito dalla questura la passeggiata vandalica, riferibile per gli investigatori all’area antagonista, è andata avanti dalle 2,30 alle 3,30 circa.

Nel giro di un’ora gli slogan dell’area femminista (“No è no” oppure “Non una di meno”) sono stati scritti sui muri di palazzi e residenze con le bombolette spray. Di notte è come se fosse andata in scena la manifestazione di princìpi e diritti per le donne annullata a causa dell’emergenza coronavirus. Un corteo che si è tradotto in un oltraggio alla città.

Dalla stazione il raid è arrivato fino a Borgo Largo con escursioni laterali toccando le sedi di Inps e Cgil, con messaggi lasciati sui muri e sul selciato di Corso Italia e di quello che è il percorso commerciale e turistico attraversato da migliaia di persone al giorno. Quando i pisani si sono svegliati domenica mattina hanno trovato l’asse cittadino, che dalla stazione porta a Borgo Largo, con divagazioni in via San Martino, martoriato di scritte soprattutto rosa.

Il passaggio in piazza XX Settembre ha dato l’opportunità ai protagonisti della marcia per un 8 marzo notturno e graffitaro di lasciare più di un’impronta anche sull’ingresso di Palazzo Gambacorti.

Le numerose telecamere presenti lungo il percorso hanno catturato volti e movimenti della pattuglia rosa composta da uomini e donne. Alcuni a volto scoperto, altri occultato. Il lavoro della Digos ha occupato i poliziotti a censire le scritte. Altri hanno visionato le telecamere per tracciare i movimenti dei vandali inneggianti al femminismo.

Dopo l’esame di altri filmati e l’approfondimento sulle identità di chi è stato esposto alle riprese il numero di chi sarà denunciato sta crescendo. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa