Sicurezza
Raid vandalico in rosa, salgono a una ventina le persone individuate
Prosegue il lavoro della Digos per accertare le responsabilità Denunce in vista per deturpamento e aggravante del gruppo
PISA. Aumenta il numero di coloro che sono stati individuati come autori del raid che, nella notte tra sabato e domenica, ha deturpato di scritte il centro della città. Da una quindicina, secondo una prima ricognizione, si è passati ad una ventina.
Per tutte queste persone c’è all’orizzonte una denuncia per deturpamento ed imbrattamento con l’aggravante di aver agito in gruppo e contro beni storici.
Secondo quanto ricostruito dalla questura la passeggiata vandalica, riferibile per gli investigatori all’area antagonista, è andata avanti dalle 2,30 alle 3,30 circa.
Nel giro di un’ora gli slogan dell’area femminista (“No è no” oppure “Non una di meno”) sono stati scritti sui muri di palazzi e residenze con le bombolette spray. Di notte è come se fosse andata in scena la manifestazione di princìpi e diritti per le donne annullata a causa dell’emergenza coronavirus. Un corteo che si è tradotto in un oltraggio alla città.
Dalla stazione il raid è arrivato fino a Borgo Largo con escursioni laterali toccando le sedi di Inps e Cgil, con messaggi lasciati sui muri e sul selciato di Corso Italia e di quello che è il percorso commerciale e turistico attraversato da migliaia di persone al giorno. Quando i pisani si sono svegliati domenica mattina hanno trovato l’asse cittadino, che dalla stazione porta a Borgo Largo, con divagazioni in via San Martino, martoriato di scritte soprattutto rosa.
Il passaggio in piazza XX Settembre ha dato l’opportunità ai protagonisti della marcia per un 8 marzo notturno e graffitaro di lasciare più di un’impronta anche sull’ingresso di Palazzo Gambacorti.
Le numerose telecamere presenti lungo il percorso hanno catturato volti e movimenti della pattuglia rosa composta da uomini e donne. Alcuni a volto scoperto, altri occultato. Il lavoro della Digos ha occupato i poliziotti a censire le scritte. Altri hanno visionato le telecamere per tracciare i movimenti dei vandali inneggianti al femminismo.
Dopo l’esame di altri filmati e l’approfondimento sulle identità di chi è stato esposto alle riprese il numero di chi sarà denunciato sta crescendo. —
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