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Pisa

Pacini e la “sua” amata Piazza: «Tristezza mista a preoccupazione»

Danilo Renzullo
Pacini e la “sua” amata Piazza: «Tristezza mista a preoccupazione»

Il presidente dell’Opera della Primaziale pisana commenta l’area monumentale ridotta ad una location quasi spettrale

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«Un evento storico. Non ricordo altri provvedimenti di chiusura totale dei monumenti della Piazza. Ci siamo subito adeguati alle direttive del governo perché, prima di tutto, occorre salvaguardare la salute e, in generale, la collettività. Vedere la Piazza così mette però un po’ di tristezza».

Pierfrancesco Pacini, presidente dell’Opera della Primaziale pisana, ieri mattina ha lasciato momentaneamente il suo ufficio in piazza dell’Arcivescovado per osservare una Piazza dei Miracoli inedita. Quasi deserta. A tratti spettrale. Con i suoi monumenti simbolo chiusi e “svuotati” delle file di turisti e visitatori che quotidianamente affollano il cuore turistico di Pisa. In poco più di dieci giorni, le presenze nei pressi della Torre più famosa al mondo sono passate da alcune migliaia a poche decine al giorno. Un crollo alimentato dalla diffusione del coronavirus e da una crisi del turismo che ha già iniziato a presentare un conto salatissimo.

«Per Piazza dei Miracoli questo è un evento quasi storico – sottolinea Pacini –. Quando ci sono delle emergenze come quella che stiamo vivendo occorre prendere tutti i provvedimenti necessari per contrastarle e per questo ci siamo immediatamente adeguati alle direttive contenute nel decreto firmato dal presidente del Consiglio. Una misura straordinaria e assolutamente inedita per Piazza dei Miracoli. Non ricordo altre chiusure, anche temporanee, per far fronte ad emergenze nazionali. L’epidemia da coronavirus – prosegue il presidente dell’Opera della Primaziale – appare molto grave e, quindi, prima di tutto è necessario salvaguardare la salute di tutti i cittadini».

Uno scenario, quello offerto da Piazza dei Miracoli semideserta e con i portoni dei monumenti e dei musei chiusi, mai visto prima. L’unica chiusura al pubblico della Torre Pendente, in tempi moderni, è stata imposta dai lavori di consolidamento che, dopo l’inaugurazione del cantiere nel 1990, sono andati avanti per quasi dodici anni.

«Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) uscendo dall’ufficio ho deciso di fare un giro in Piazza dei Miracoli per capire gli effetti di questa emergenza e le conseguenze della chiusura dei monumenti imposti dal decreto del presidente del Consiglio – prosegue Pacini –. Non fa un bell’effetto vedere la Piazza con pochissime persone, anzi ho avuto una sensazione di tristezza e anche di preoccupazione».

Al crollo delle presenze negli ultimi giorni, rischia infatti di abbattersi una valanga di disdette per il periodo pasquale ed estivo. «Comprendiamo le disposizioni e tutti i provvedimenti che le istituzioni stanno prendendo in questo periodo e volentieri ci adeguiamo. Gli altri aspetti si valuteranno in seguito», conclude Pacini dopo la visita in una Piazza dei Miracoli priva anche delle migliaia di studenti che ogni anno cercano di avvicinarsi al portone del Duomo per il tradizionale “rito della lucertola” a cento giorni dalla maturità. «Quando ci sono situazioni di emergenza è importante che anche i giovani prendano coscienza del momento e rispettino le indicazioni». —

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