Il Tirreno

Pisa

le proteste dietro le sbarre 

Il carcere è una pentola a pressione, alta tensione in serata: un agente ferito

S. C.
Il carcere è una pentola a pressione, alta tensione in serata: un agente ferito

Sia a Pisa (al Don Bosco) che nell’istituto penitenziario di Volterra sono state allestite le tende pre-triage come richiesto dal ministero

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. C’è tensione negli istituti penitenziari. E il Don Bosco di Pisa, come il carcere di Volterra, non sfuggono a questa situazione. I detenuti sono in stato di agitazione soprattutto per le forti limitazioni agli incontri con i familiari, chiedono garanzie contro il contagio da coronavirus e rinnovano la richiesta di interventi per ridurre il sovraffollamento. È una situazione che riguarda anche altri istituti. Nel tardo pomeriggio è scoppiata la protesta al Don Bosco. Decine i detenuti che sarebbe stati coinvolti, alcuni dei quali hanno incendiato suppellettili e alcuni materassi. Poco dopo le 20 i reclusi sarebbero rientrati nelle loro celle, con l’intervento delle guardie penitenziarie. Sul posto è intervenuto anche il questore di Pisa, Paolo Rossi. Un agente della polizia penitenziaria è rimasto ferito in maniera non grave e si è fatto medicare al pronto soccorso.

Prima delle 21 la situazione era sotto controllo: davanti al Don Bosco, pronti ad intervenire, la polizia in tenuta antisommossa e i carabinieri. Nella mattinata a Pisa sono stati trasferiti detenuti che erano in altri istituti dove sono esplose le proteste per la sospensione dei colloqui con i familiari e altre misure di contenimento per la diffusione del coronavirus. Già di mattina c’era un clima di tensione. «Al momento non ci sono detenuti con coronavirus, la situazione è sotto controllo», ha detto il direttore Francesco Ruello. Poi nel pomeriggio la situazione è diventata sempre più tesa fino alla protesta. Nella notte tra venerdì e sabato la Protezione civile ha montato la tenda per il pre-triage dei detenuti in attuazione del Piano di prevenzione per l’emergenza coronavirus messo in campo dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap). Anche Volterra si è adeguata da giorni alle direttive nazionali con l’installazione della tenda per il pre-triage. Le tende sono di proprietà del ministero dell’Interno. Del montaggio si è occupata la Protezione civile regionale, coll supporto delle associazioni di volontariato che si sono attivate in collaborazione con le Prefetture. Così come le tende poste davanti ai pronto soccorso degli ospedali, serviranno a garantire ambienti dove operare un filtraggio sui nuovi detenuti prima del loro ingresso in carcere. L’emergenza coronavirus arriva a colpire realtà che già vivono il dramma del sovraffollamento e quello delle frequenti aggressioni al personale della polizia penitenziaria. Il carcere di Pisa è una vecchia struttura, con i muri scrostati, muffe in alcuni locali, pezzi di intonaco cadenti, infiltrazioni e perdite. La capienza regolamentare è di circa 200 posti, ma i presenti sono sempre molti di più. La maggior parte dei detenuti è di origine straniera. In questo, come in altri istituti, il disagio sociale della popolazione detenuta è riconosciuto. L’allarme Covid-19 rischia di fare da detonante in una situazione già complessa. –

S. C.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca