Attenzione
Scritte e imbrattamenti: a Pisa la festa della donna diventa un raid vandalico
Dalla stazione a Borgo Stretto, decine di persone protagoniste dei deturpamenti. La Digos per ora ne ha individuate una quindicina grazie alle telecamere
PISA. Gli slogan che avrebbero dovuto essere la colonna sonora di una manifestazione di princìpi e diritti per le vie del centro, nella notte si sono trasformati in atti vandalici con scritte e imbrattamenti. Niente megafoni. Solo bombolette spray. Le stesse frasi non più scandite nel corteo, annullato causa coronavirus, ma impresse su muri e palazzi privati e pubblici. Una via crucis laica segnata da decine di offese al decoro urbano che dalla stazione è arrivata fino a Borgo Largo con escursioni laterali toccando le sedi di Inps e Cgil. Le rivendicazioni di non delegare a chicchessìa la decisioni sulla propria vita, la sorellanza che alimenta e spinge le femministe ad affrontare qualunque ostacolo. Tenendo alla larga la polizia «perché mi difendono le mie amiche» si legge all’inizio del corso all’altezza del bar “La Borsa”. Messaggi lasciati sui muri e sul selciato di Corso Italia e di quello che è il percorso commerciale e turistico attraversato da migliaia di persone al giorno.
Domenica i pisani si sono svegliati con l’asse cittadino, che dalla stazione porta a Borgo Largo, con divagazioni in via San Martino, istoriato di scritte con una predilezione cromatica per il rosa. . Un tappa del corteo notturno è stata dedicata anche al Tirreno con un messaggio lasciato sul portone. Un’attenzione ricorrente all’attività del giornale sui temi delle donne. La sosta in piazza XX Settembre ha dato l’opportunità ai protagonisti della marcia per un 8 marzo notturno e graffitaro di lasciare un’impronta sull’ingresso di Palazzo. Nel giro di un’ora hanno marcato il territorio segnando con una semiotica tradizionale i concetti dell’area femminista. “No è no” oppure “Non una di meno”. Slogan contro la violenza alle donne lasciati esposti sui muri di palazzi e residenze. Non erano sole le persone armate di bombolette. C’erano anche le telecamere a catturare volti e movimenti della pattuglia rosa composta da uomini e donne. Alcuni a volto scoperto, altri occultato.
Secondo quanto ricostruito dalla questura la passeggiata vandalica, riferibile per gli investigatori all’area antagonista, è andata avanti dalle 2,30 alle 3,30 circa lungo lo stesso tratto che avrebbe dovuto ospitare la manifestazione dell’orgoglio femminista che, al contrario, ieri la città ha vissuto come un oltraggio. Una lesione al bene comune. Il lavoro della Digos ieri mattina ha occupato i poliziotti a censire le scritte. Altri hanno visionato le telecamere che sono in numero sufficiente per tracciare i movimenti dei vandali inneggianti al femminismo. Almeno una quindicina le persone già identificate. Il numero crescerà dopo l’esame di altri filmati e l’approfondimento sulle identità di chi è stato esposto alle riprese. Ci sono danni per decine di migliaia di euro. Con una denuncia all’orizzonte per deturpamento e imbrattamento con l’aggravante di aver agito in gruppo e contro beni storici. E bene in vista la firma della sorellanza.
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