Proteste
«Inciviltà da condannare»
Gli interventi del Pd comunale e del gruppo consiliare Il sindaco Conti: «Gli autori devono ripagare di tasca propria la pulizia degli immobili»
pisa. La passeggiata vandalica per festeggiare l’8 marzo ottiene l’obiettivo di mettere d’accordo giunta e opposizione. Unanime la condanna del modo con cui è stato ricordato un appuntamento che avrebbe dovuto far riflettere. E non far contare i danni.
Il sindaco Michele Conti: «Purtroppo a Pisa stanotte alcune donne si sono distinte per aver compiuto atti vandalici, in spregio alla città e al senso di comunità che dovrebbe essere ancora più spiccato in questi momenti. Non credo neanche che le donne si sentano rappresentate dalle autrici di questi gesti, né credo facciano bene alla causa che vorrebbero sostenere, dando un esempio così negativo con azioni irritanti e prepotenti. Spero che i responsabili di questi gesti, già individuati dalle telecamere di sicurezza in città, siano denunciati e costretti a ripagare di tasca propria la pulizia degli immobili, alcuni di pregio storico, che hanno tentato di rovinare. Su questo faremo certamente la nostra parte».
Il deputato leghista Edoardo Ziello aggiunge: «Chi ha deturpato nella notte i muri di alcuni edifici storici della nostra città, causando soltanto danni economici, in un momento di grande difficoltà come quello che stiamo vivendo, non può che essere un nemico di Pisa. Imbrattate i muri di casa vostra!».
Le segreterie comunale e provinciale dei Giovani Democratici, il Pd comunale e gruppo consiliare Dem censurano l’iniziativa. Scrivono il Pd comunale e il gruppo consiliare: «Noi siamo per combattere sempre e comunque ogni sopruso, ogni violenza, ogni discriminazione che si annida nella nostra comunità, originate dalla misoginia di persone paladine dei funzionamenti patriarcali. Le scritte apparse sui muri della nostra città sono un segno di inciviltà e sono da condannare fortemente; queste danno purtroppo spunto per un’altra riflessione. Chiunque le abbia fatte non ha valutato - o forse lo ha fatto - che ripristinare quei beni comuni comporterà l’uso di risorse, in termini di lavoro e finanziarie. I beni comuni sono il luogo dei diritti, il luogo dove vive la nostra democrazia e sono caratterizzati dal fatto che non sono di nessuno: sono di tutti. Come donne e uomini impegnate ogni giorno per l’affermazione della totale uguaglianza di diritti e per dare pieno valore alle differenze di genere, lavoriamo perché i beni pubblici appartengano a tutte e tutti e dunque siamo fermamente contrari ad ogni azione che possa danneggiarli come ad ogni comportamento che colpisca ogni singola persona nei suoi diritti. Continueremo a portare avanti la battaglia femminista per la libertà di ogni donna e delle donne, il contrasto alla cultura misogina e della violenza di genere, per dare attuazione alla parità salariale e di rappresentanza. I diritti hanno bisogno di essere nutriti con cura quotidiana e impegno comune e condiviso, ma non con chi prova ad affossare o indebolire una battaglia giusta con tali gesti». —
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