Toscana
La psicosi da contagio produce anche un allarme bomba a Geofor
PONTEDERA. Hanno fatto come gli studenti quando vogliono saltare un compito in classe alle prime ore, per cercare di bloccare il lavoro di circa 200 persone. L’autore della telefonata rischia una denuncia per procurato allarme. Al centralino della sede della Geofor a Gello, intorno alle 7, è arrivata una telefonata rigorosamente anonima. «Una voce strana, camuffata – racconta Luca Zingoni – mi ha detto che c’era un ordigno all’interno della Geofor. Ho chiamato il responsabile della sicurezza e poi è stato dato l’allarme». Sono intervenute le prime pattuglie dei carabinieri, poi anche il comandante della compagnia, il maggiore Carmine Gesualdo, per capire come affrontare la situazione. Per precauzione anche i dipendenti di Ecofor service sono stati mandati a casa. Da quel momento è stata attivata la procedura prevista quando c’è un allarme bomba anche se, fin dall’inizio, era chiaro a tutti che si era di fronte a un atto di teppismo, un vero sabotaggio della raccolta. Già dal giorno precedente, dopo che in azienda si era diffusa la voce che un operaio fosse stato contagiato dal coronavirus, in molti erano intenzionati a bloccare le attività di raccolta dei rifiuti. C’era stato un lungo braccio di ferro. Poi la decisione di attuare una serie di misure di protezione del personale con tanto di distribuzione di mascherine nei centri raccolta. Già prima delle 6 c’era chi si era messo in moto per organizzare la distribuzione dei kit. Chiaramente la telefonata ha bloccato tutto. Ma non è riuscita ad impedire l’apertura dei centri di raccolta anche se tutta l’attività è stata rallentata. Gli amministrativi, che terminavano il turno alle 14, sono tornati a casa.
Per un attimo sembrava che il falso allarme potesse riuscire a diminuire la pressione del coronavirus. Salvo poi scoprire, con l’area presidiata da carabinieri, polizia e vigili del fuoco, che dietro a quel gesto poteva esserci un movente legato all’allarme di questi giorni oltre alla voce di qualche “burlone” che voleva creare un danno, come lo ha definito il presidente del cda Daniele Fortini, rimasto a lungo con il sindaco Matteo Franconi e i vertici dell’azienda, in attesa dell’arrivo dei cani da sguinzagliare nell’area della bonifica insieme agli artificieri.
«A seguito di una telefonata anonima giunta in Geofor in prima mattinata – hanno spiegato i vertici dell’azienda – che indicava la presenza di una bomba, sono stati attivati i protocolli idonei, avvisando le forze dell’ordine, immediatamente intervenute sul posto. La situazione ha prodotto un ritardo nell’esecuzione dei servizi, che verranno recuperati quanto prima». Alle 11.30 circa l’unità cinofila intervenuta sul posto ha dichiarato l’area bonificata e priva di potenziali pericoli. L’azienda si è scusata per gli eventuali disagi, indipendenti dalle proprie intenzioni. Ora la palla passa ai carabinieri che si sono attivati per risalire all’autore della telefonata anonima. —
Sabrina Chiellini
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