Gioco
La piccola Jo parte per gli Stati Uniti ad aspettarla ci sarà la quarantena
La piccola, affetta da una rara malformazione congenita, dovrà rimanere in isolamento prima dell’operazione
TIRRENIA. Il coronavirus non ferma, per fortuna, il viaggio della piccola Jo, che domani s’imbarca per Miami dove verrà sottoposta ad una delicata operazione agli arti inferiori. Al suo arrivo, ad attenderla, oltre ai medici, ci sarà una quarantena di quattordici giorni da passare in casa insieme al papà, alla mamma Elisa e alla zia Irene che l’accompagnano. Una volta sul suolo statunitense e avuti i responsi dei medici sulla quarantena, si saprà se la data dell’operazione fissata per il 18 marzo sarà mantenuta oppure spostata, e a seguito di questo potrebbe slittare anche la data del rientro con il conseguente spostamento della data dei voli per il ritorno. . Una partenza con il fiato sospeso, in quanto, oltre all’ombra del coronavirus, per il quale si temeva l’impossibilità di partire, sembra che domani potrebbe esserci anche uno sciopero dei controllori di volo. «Per il momento il nostro volo è confermato – riferisce il nonno della piccola – ma fino a quando non saremo sull’aereo non possiamo dire di avercela fatta. Bisogna vedere se cambia qualcosa. È uno stress pesante, perché non abbiamo certezze di niente. Disponiamo di notizie frammentarie, le uniche fonti attendibili sono quelle della Farnesina e dell’Alitalia che dà aggiornamenti ogni due ore sullo stato dei voli».
In molti, con le loro donazioni, hanno contribuito ad arrivare a questo momento e adesso è obbligatorio fare il tifo per Jo, affetta da una rara malformazione congenita, la emimelia, che comporta la mancanza di uno o più segmenti ossei degli arti, la cui unica speranza per camminare è appunto una serie d’interventi molto costosi (tra i 500 e i 600mila euro) da effettuarsi negli Sati Uniti. In Italia il suo destino era già stato segnato, ossia l’amputazione. Ma la sua famiglia non si è arresa, e con la pagina de “I sogni di Jo” e la diffusione di una raccolta fondi sia di privati che con eventi che si sono svolti anche al di fuori della Toscana per far fronte non solo alle spese delle varie operazioni ma anche alla fisioterapia e al soggiorno negli Usa, dal giugno scorso ad oggi sono stati raccolti circa 350mila euro. Di questi 300mila sono già stati spesi per pagare l’operazione, la fisioterapia, i voli aerei, il soggiorno e l’assicurazione medica.
«L’arrivo è previsto per le otto di sera orario di Miami – precisa il nonno Maurizio –. Una macchina li aspetterà all’aeroporto, poi sarebbero dovuti andare la mattina dopo all’ospedale per prendere il calendario degli esami per l’operazione, ma ora, visto che dovranno fare la quarantena, non so. La bambina sa che parte, che troverà altri bambini e che le faranno qualcosa alle gambe e noi invece sappiamo anche che purtroppo proverà parecchio dolore dopo l’intervento».
L’operazione durerà tra le 9 e le 11 ore perché verranno operate entrambe le gambine in contemporanea. In seguito, la bimba dovrà essere nuovamente operata in day hospital e se non ci saranno cambiamenti, il rientro in Italia è previsto per il 24 ottobre. —
Donatella Lascar
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