Sicurezza
IL SENSO DI RESPONSABILITÀ DIMOSTRATO DAI TIFOSI
La partita di calcio in programma oggi alle 18 all’Arena Garibaldi fra Pisa e Livorno ci regala una sintesi - contagi a parte - di cosa rappresentino oggi il Covid-19 e la sua percezione, le ansie che comporta ma anche, per fortuna, la capacità della gente di capire e di reagire.
Pisa-Livorno infatti non è una partita qualsiasi. In questa categoria è la gara più sentita dell’anno, tanto che lunedì scorso, quando è partita la prevendita, in poche ore sono stati polverizzati quasi tutti i biglietti e oggi avremmo avuto il tutto esaurito, con 9.600 spettatori allo stadio.
Dopo di che è arrivato il decreto del governo, e con esso la disposizione che nei massimi campionati si giochi a porte chiuse, perché ogni assembramento può portare nuovi contagi.
È chiaro che ciò comporta un danno economico per i club sportivi, che dovranno risarcire i possessori di biglietti e gli abbonati, ma il danno “esistenziale” è quello subìto dai tifosi di tutte le squadre. E non è esagerato dire che, dopo Juventus-Inter, Pisa-Livorno, fra le partite in programma questo weekend, è quella più sentita dalle rispettive tifoserie. Anzi: quell’altra fa molta più cassetta, anche fuori dai confini del Belpaese; ma la “nostra” è una sfida che si sente come poche altre al mondo nel microcosmo della Toscana costiera.
Per farla breve: dover rinunciare a vedere Pisa-Livorno, e senza neanche la scusante (o la scusa) accampata in altre circostanze, del pericolo di incidenti, è un pugno nello stomaco.
Ebbene, quello che ci viene naturale evidenziare è l’assoluta compostezza dei protagonisti. Stiamo parlando di una tifoseria calda, a volte anche troppo, storicamente ribelle ad ogni imposizione anche a costo di pagare un prezzo ingiusto e altissimo (basti pensare ai lunghi anni di trasferte vietate perché il calcio “doveva” difendere la famigerata Tessera del tifoso). Ma in questa circostanza la reazione dei gruppi organizzati della curva Nord è stata esemplare. «Non possiamo che dirci dispiaciuti, sportivamente parlando: avevamo finalmente l’occasione di goderci un derby all’Arena, sostenere la squadra, colorare la curva, coinvolgere lo stadio, spingere la squadra alla vittoria. Si respirava un clima di grande attesa, nella tifoseria, in città, e la notizia ha ovviamente smorzato gli entusiasmi».
Ma... «al di là della delusione non possiamo non rispettare un provvedimento preso per tutelare la salute pubblica, proprio noi che da anni portiamo avanti battaglie e progetti in campo sanitario». Quindi oggi niente “riunioni spontanee” fuori dall’Arena. Non per paura del virus. Ma perché è giusto così, vista la finalità del provvedimento, congruo o meno che sia, gradito o meno che sia.
«Dichiarazioni di grande responsabilità»: le ha definite così il questore Paolo Rossi, accomunandole a quelle «di grande equilibrio e signorilità» del presidente del Pisa calcio Giuseppe Corrado. Sottoscriviamo tutto. —
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