Il Tirreno

Pisa

Niente benedizione delle case e catechesi mentre le chiese sono già quasi deserte

Niente benedizione delle case e catechesi mentre le chiese sono già quasi deserte

Le indicazioni del vescovo: «Sì alle messe, ma niente assembramenti: i fedeli rimangano a distanza l’uno dall’altro»

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Pisa. «Cari parrocchiani, a seguito delle indicazioni dei Vescovi della Toscana, sospendiamo la visita alle famiglie per la benedizione pasquale. Si tratta di una misura assunta in via precauzionale, analogamente alla sospensione del catechismo e di altre attività. Continueremo a celebrare le Sante Messe, osservando alcune attenzioni a livello igienico. Speriamo di poter riprendere quanto prima le normali attività e riprogrammare la visita interrotta». Don Antonio Cecconi, parroco del Lungomonte pisano, decide di annunciare tramite Facebook gli effetti dell’allerta coronavirus sulla vita delle parrocchie. Come lui tutti i parroci e i fedeli di Pisa e provincia dovranno cambiare le loro abitudini. Consuetudini in parte già cambiate (come dimostra la foto del duomo di Pontedera vuoto che pubblichiamo), ma che ora dovranno modificarsi anche per ordine dei vescovi che ieri hanno invitato a tutti a rispettare le indicazioni della Conferenza episcopale italiana circa la vita liturgica e pastorale.

«I vescovi della Toscana – si legge in un comunicato della Conferenza episcopale toscana – dispongono, fino a quando rimarrà in vigore il decreto governativo, specifiche misure precauzionali a cui parroci, operatori pastorali e fedeli sono invitati ad attenersi scrupolosamente».

Le regole hanno un impatto notevole anzitutto sulle attività liturgiche. Anzitutto i fedeli potranno partecipare alle messe «attenendosi a quanto specificano le disposizioni governative circa la distanza tra le persone presenti, al fine di evitare l’affollamento». Insomma i fedeli dovranno restare a un metro di distanza l’uno dall’altro anche durante la preghiera. Un’indicazione che si aggiunge a quelle già in vigore dallo scorso 25 febbraio: niente acqua benedetta nelle acquasantiere delle chiese; il divieto di scambiare il gesto di pace durante la messa; l’avvertenza ai sacerdoti di consegnare l’ostia della Comunione solo in mano; il consiglio di prendere precauzioni per tutti i casi di contatti personali, anche durante la confessione.

Alle norme che regolamentano le attività liturigiche se ne aggiungono di ulteriori che incidono sulla vita parrocchiale. La Conferenza episcopale toscana ha infatti disposto che «si sospendano gli incontri di catechesi». La durata delle lezioni di catechismo proseguirà, spiegano i vescovi « fino in corrispondenza con le disposizioni governative circa la sospensione dell’attività scolastica».

I vescovi raccomandano ancora una volta «la massima attenzione al rispetto della distanza tra le persone e in genere delle misure igienico-sanitarie» e per questo hanno deciso di sospendere una delle consuetudini del periodo quaresimale: la benedizione delle famiglie da parte. Sacerdoti, diaconi e collaboratori pastorali non visiteranno le case dei fedeli fino a che «non sarà cessata cessazione l’emergenza sanitaria». Una misura precauzionale che, come dimostra il post di don Cecconi, toglierà ai fedeli uno delle occasioni di preghiera più sentite. —

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