Italia
Il Blitz di San Giovanni chiude si ferma la musica e il divertimento
VICOPISANO. «Il Blitz live music pub chiude». I primi a non avere alcuna incertezza su come applicare le disposizioni per contrastare il coronavirus sono i fratelli Giovanni e David Niccolai, titolari del locale di San Giovanni alla Vena. La musica e il divertimento di fermano per aiutare a contenere i contagi anche se nella categoria non sono mancate le incertezze. Molti hanno pensato a come fare per salvaguardare i posti di lavoro ed evitare di farsi travolgere dalla inevitabile crisi. Quella di ieri è stata una giornata di grandi incertezze per gli operatori del settore del divertimento, che avevano già organizzato eventi per il fine settimana. Non si sa quante volte avranno letto le disposizioni del Governo. Lette, interpretate e commentate. Il tam tam telefonico ha impegnato gli imprenditori, titolari di pub, discoteche, locali di intrattenimento. «Sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro». Questa la disposizione contenuta nel decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il contrasto e contenimento del diffondersi del coronavirus che ha dato adito a diverse interpretazioni. Che fare nei locali con spazi all’aperto? Si può organizzare una serata di piano bar?
I titolari di attività commerciali, pubblici esercizi e associazioni sportive sono andati in tilt. Confcommercio di Pisa ha scritto ai propri associati spiegando che il decreto prevede la sospensione delle attività per cinema e teatri. Le discoteche sono invitate a chiudere fino al 3 aprile. Se la discoteca ha una licenza diversa e separata per la somministrazione di alimenti e bevande non correlata all’attività di ballo, può procedere alla somministrazione al tavolo, rispettando il criterio della distanza di sicurezza interpersonale di un metro. È possibile organizzare eventi solo chi lo fa può garantire il rispetto della distanza di sicurezza tra una persona e l’altra. Stessa situazione per palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo. Possono aprire solo se sono in grado di garantire la distanza di sicurezza tra gli utenti.
«Noi non abbiamo avuto alcuna indecisione – dice Giovanni Niccolai – non c’è altro fa fare. Quest’anno anticipiamo la chiusura del locale che avrebbe terminato la stagione il 18 aprile. È un momento molto difficile per il settore, oltre che per il turismo. Ma con senso di responsabilità abbiamo preferito chiudere il nostro locale a San Giovanni, non sarebbe stato possibile assicurare la distanza di sicurezza ai clienti». I Niccolai l’anno scorso hanno aperto anche il bellissimo medieval resort a Vicopisano, “Maniero del Brunelleschi”. «Stiamo ricevendo le prime disdette da parte dei turisti stranieri, in particolare gli americani». L’epidemia avrà ricadute negative sull’economia di cui è difficile prevedere la portata. Le discoteche della Valdera resteranno chiuse almeno per questo fine settimana, per capire se possono adottare misure in grado di assicurare le distanze di sicurezza ai clienti. Ieri sera in centro a Pontedera alcuni esercizi hanno lavorato come al solito, senza modificare più di tanto le abitudini dell’apericena. —
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