Sicurezza
«Intitolare una strada alle sorelle De Cori»
PISA. «A nome mio personale e del gruppo politico del Pri (Partito Repubblicano Italiano) della provincia di Pisa che ho l’onore di presiedere da tanti anni, mi permetto di presentare alla sua attenzione la proposta di intitolare una via di Pisa alle sorelle Gabriella e Vera De Cori, entrambe pisane israelite, uccise ad Auschwitz nel 1944». Così inizia una lettera che Alberto Fausto Vanni ha scritto al sindaco Michele Conti.
Con l’acuirsi delle vessazioni e della severità della polizia nazista, le due sorelle lasciarono Pisa per trovare un sicuro rifugio sotto falso nome a Prunetta, frazione di Piteglio, nella villa della zia materna Luisa Ambron, pisana, madre di Vittorio Gassman. A Prunetta la vita delle sorelle De Cori sembra trascorrere piuttosto serenamente, finché nella primavera del 1944 Gabriella e Vera vengono sorprese da una pattuglia della milizia a passeggiare nei dintorni di casa. Si disse che c’era stata una spiata da parte di alcuni sfollati, fatto sta che le due sorelle vengono portate a Firenze e rinchiuse nelle carceri delle Murate. Comincia così per loro una viacrucis che si concluderà nel campo di sterminio di Auschwitz. Da Firenze sono trasferite a Fossoli, centro di raccolta dei deportati e dopo un incredibile viaggio di quattro giorni arrivano ad Auschwitz. Con i 489 deportati c’è anche lo scrittore Primo Levi. Di questi torneranno 95 uomini e 29 donne.
L’amministrazione comunale di Santa Maria a Monte nel 2003 ha dedicato una via del paese alla maestra Gabriella De Cori. —
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