Il Tirreno

Pisa

tribunale 

Stalking su maresciallo vicina di casa a giudizio

P.B.

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pisa. A giudizio per stalking contro un maresciallo dei carabinieri e la sua famiglia - moglie e figlio - che si sono costituiti parti civili, una 51enne colpita dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento. Abitando i protagonisti della storia in case attaccate muro a muro, la donna e suo marito da mesi sono costretti a vivere lontano dal comune di residenza.

È stato il gup Donato D’Auria a disporre il rinvio a giudizio accogliendo la richiesta del pm Egidio Celano. È una vicenda ordinaria di pessimi rapporti tra vicini con quello che si ritiene vessato senza motivo che un giorno decide di denunciare l’autrice dello stalking della porta accanto. Una querela circostanziata che fa scattare il divieto di avvicinamento firmato nel novembre scorso dal gip Pietro Murano. Una misura che di fatto si trasforma nell’obbligo per la controparte di allontanarsi dal luogo in cui vive il suo “bersaglio”. Succede in un comune del lungomonte e i protagonisti sono un maresciallo dell’Arma nel ruolo di parte offesa e quello di una 51enne in quello della responsabile, secondo l’accusa, di una serie di dispetti e anche qualcosa di più sfociati ora in un processo. I contrasti tra il carabiniere e la 51enne vanno avanti da tempo. Sono vicini di casa e un parete divide le rispettive esistenze destinate, però, a incrociarsi per questioni logistiche. Il parcheggio dell’auto, i rumori che “filtrano” da una stanza all’altra. I propositi di buon vicinato naufragano quasi subito. E i diverbi, anche pesanti, occupano le relazioni sempre meno civili tra i due. Le offese sono l’antipasto di quello che poi il sottufficiale ha inserito nella querela. Una serie di atti vandalici contro la sua auto che fanno alzare di livello e aggravano nella gradualità delle azioni i comportamenti della donna. —

P.B.

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