Gioco
Persi 21 posti di lavoro in un giorno «Va rilanciato il turismo interno»
La ricetta di Veronese, che ha in cassa integrazione l’80% dei suoi dipendenti, per superare la crisi
Pisa. «A causa del coronavirus sono in cassa integrazione 21 dei miei 25 dipendenti e i quattro ancora al lavoro sono sotto contratto di solidarietà». Antonio Veronese snocciola i numeri della crisi che ha colpito le sue aziende e rende palese quanto l’epidemia stia colpendo l’economia reale. Un’emergenza da affrontare con quella che, l’imprenditore e consigliere comunale pisano, considera «l’unica ricetta possibile: rilanciare il turismo interno sospendendo le tasse di soggiorno, aumentando le detrazioni per le imprese, che devono impegnarsi a ridurre i prezzi, e allargando la detassazione a tutti gli italiani che viaggiano nel nostro Paese».
L’esponente di Patto civico ha illustrato le sue proposte in una conferenza stampa tenuta ieri a Palazzo Mosca insieme a Davide Ricoveri (storico commerciante) e Denise Mercatelli dell’associazione Libera@Mente. «Perché l’economia riparta occorre la partecipazione di tutti – è la premessa di Veronese –. Istituzioni pubbliche, private e i cittadini devono trovare lo spirito di solidarietà che da sempre ha caratterizzato il popolo italiano».
«Il direttore generale dell’Oms ha portato ad alto il livello di allerta e ha sottolineato come la rapida diffusione del virus possa portare a una pandemia – sottolinea –. Il coronavirus è un gravissimo poblema sanitario ma anche un enorme danno, diretto e indiretto, dal punto di vista macroeconomico e le conseguenze sono già in atto». Come già avvenuto nelle sue aziende, legate al settore della ristorazione e alle visite turistiche. «Il consiglio dei ministri – prosegue l’imprenditore – ha approvato con urgenza un decreto di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese precipitate nel baratro. Bella cosa, ma non basta».
Secondo Veronese servirebbero degli interventi ad hoc a partire da «una detassazione da applicare a tutti i cittadini che usufruiscono di servizi fuori dalla propria residenza, quali strutture ricettive alberghiere o extralberghiere, ristoranti, trasporti, musei». Un vero e proprio sconto «che sia in linea ma superi la lotteria degli scontrini pensata dal governo». Perché gli italiani riprendano a viaggiare in Italia, per l’imprenditore politico è necessario «che le aziende riducano il prezzo di spettacoli, intrattenimenti, eventi sportivi e culturali». Uno sforzo cui deve seguire, da parte di governo e amministrazione comunale, «l’abolizione della tassa di soggiorno, detrazioni su tassa rifiuti, occupazione suolo pubblico, imposte locali e addizionali; musei statali e privati gratis o con forti riduzioni; parcheggi auto e bus turistici gratis o scontati; incentivi al turismo scolastico; Cassa integrazione straordinaria in deroga, accesso agevolato al credito».
Proposte che, conclude Veronesi, «possono rilanciare il turismo interno, che non è un’opzione ma l’unica possibilità per uscire dalla crisi». —
G.B.
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