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Pisa

le reazioni 

«Macché razzismo, esasperati dalla malamovida»

Francesco Loi
«Macché razzismo, esasperati dalla malamovida»

Gli operatori del mercato storico: «Al mattino troviamo vomito e urina dappertutto Il chiarimento c’è stato, ora si cerchino vere soluzioni» 

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PISA «Al mattino troviamo vomito ed urina dappertutto. Ogni giorno la prima cosa che dobbiamo fare è gettare secchiate d’acqua per rendere decente il nostro posto di lavoro. Siamo esasperati, non razzisti». Si difendono così gli operatori di piazza delle Vettovaglie e piazza Sant’Omobono, luoghi centrali del mercato storico di Pisa.

Garantiscono di essere stati i primi ad essere colpiti dalla spiacevole vicenda di Kebe Bassirou, il lavoratore dell’Avr (di origini senegalesi, ma residente a Pisa dal 1996) offeso con insulti razzisti da due commercianti di piazza Sant’Omobono che gli “rimproveravano” di aver fatto il suo lavoro in ritardo.

«È stata chiesta pubblicamente scusa come doveroso. Il chiarimento che doveva esserci è avvenuto. Certe parole, certe espressioni devono essere condannate. Ma qui non c’è razzismo, semmai c’è un grande disagio sul lavoro», dice un commerciante di piazza delle Vettovaglie parlando «a nome di tutti gli operatori ambulanti ed a posto fisso della zona. È proprio questo scenario che porta tensioni».

Con parole diverse, «ma episodi come quello dell’altra mattina - dicono - capitano. Magari un vaffa, e comunque non è giusto. Da una parte e dall’altra. Ci si prende a male parole tra gente che lavora come quelli di Avr e gente che monta i banchi anche loro per lavoro. E tutto per la situazione di questa parte di città».

Sul banco degli imputati, la malamovida. Gli eccessi di notti che non riescono ad essere disciplinate e contenute, che diventano non più semplice divertimento, ma vandalismi di vario tipo.

«La sera alle 20 - raccontano - noi smontiamo i banchi e lasciamo in ordine le piazze. Al mattino presto, quando cominciamo le nostre attività, paghiamo il conto della malamovida. Vomito per terra, puzza di urina, rifiuti di ogni tipo sparsi qua e là. Da anni va avanti questa storia e niente cambia. Da qui l’esasperazione e anche episodi che, ripetiamo, non dovrebbero accadere. Quelli di Avr fanno anche più del loro dovere, per i compiti che hanno. Gli operatori delle piazze però devono ogni giorno far fronte a situazioni spiacevoli. Si alzano i toni e questo non va bene, occorre che chi di dovere si dia da fare per trovare le soluzioni più opportune».

L’appello è anzitutto al Comune, «che dovrebbe prendere in mano e valutare in modo approfondito la situazione - dicono gli operatori -. Al di là del decoro della zona, che pure è una cosa importante, gli effetti della malamovida finiscono per avere ripercussioni di tipo igienico-sanitario. È un problema che deve essere affrontato, perché non possono più essere sufficienti la buona volontà e le nostre secchiate d’acqua». —

Francesco Loi

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