Sicurezza
Sotto la Torre con la mascherina E il Galilei è quasi vuoto
Solo partenze dall’Italia e pochissimi arrivi. Ma a preoccupare è soprattutto lo stop alle prenotazioni per i prossimi mesi
«Qualcuno adesso c’è, ma nelle prime ore del mattino si potrebbe organizzare una partita di calcio». Il silenzio surreale che ha avvolto la zona arrivi dell’aeroporto Galilei è rotto dalle poche decine di passeggeri arrivati con un volo da Madrid. Quasi tutti italiani. Non ci sono persone in attesa di riabbracciare amici e parenti, né personale pronto ad accogliere comitive di turisti. A poche decine di metri di distanza, nell’area partenze dello scalo aeroportuale pisano non ci sono grandi folle, né assembramenti di passeggeri. Una trentina di persone si preparano ad effettuare i check-in. Quasi tutti stranieri pronti a rientrare nei propri Paesi. In molti grazie ad un cambio biglietti che ha permesso di anticipare il ritorno. I taxi, all’esterno dell’aereostazione, sono tutti in coda. Motori spenti e braccia incrociate. Lo sguardo dei tassisti è fisso sui piazzali semideserti nella speranza di attirare clienti che stentano ad arrivare.
Il rischio di un contraccolpo economico si è, in parte, già materializzato. La psicosi da coronavirus ha contagiato il turismo, falcidiato in pochi giorni dal crollo degli arrivi, prenotazioni messe in stand-by e tour operator volati verso altre mete.
L’aeroporto Galilei, da porta d’ingresso della Toscana, sembra essersi trasformato in una sorta di via d’uscita. Con i passeggeri in partenza che hanno superato abbondantemente quelli in arrivo. O, almeno, questa la fotografia scattata nei giorni successivi alla psicosi da coronavirus. I dati ufficiali saranno elaborati nei prossimi giorni, quelli ufficiosi parlano di un crollo di presenze. Almeno per quanto riguarda i passeggeri sbarcati.
Un calo, sostanzioso, che si riflette anche sulle decine di attività commerciali attive all’aeroporto e nei dintorni. Se per il momento i fatturati di bar e ristoranti dello scalo aeroportuale non sono andati incontro a drastiche flessioni, le minori presenze hanno impattato soprattutto sui negozi di oggettistica e artigianato. «Guarda», dice il commesso di un esercizio commerciale indicando il terminal semivuoto. «Siamo in bassa stagione, ma normalmente dovrebbero esserci centinaia e centinaia di persone. I bar dovrebbero essere pieni e i negozi affollati. Siamo in orario di punta (poco dopo le 12, ndr) e non c’è quasi nessuno. Nelle prime ore di attività si potrebbe organizzare una partita di calcio nel terminal».
Nel vuoto del Galilei sembra aggirarsi invece lo spettro di una crisi che, in vista dell’alta stagione, rischia di mettere ko il settore turistico. Il consiglio di molti Paesi esteri ad evitare l’Italia per soggiorni e vacanze, la tendenza a cancellare le prenotazioni che in una settimana ha alimentato anche la fuga di molti tour operator rischia di mandare sull’orlo del collasso centinaia di impese.
La conferma di una drastica riduzione di presenze arriva anche da Piazza dei Miracoli, calamita del turismo cittadino. L’Opera della Primaziale non ha registrato un notevole calo di ingressi nei monumenti, ma non ci sono i classici assembramenti di turisti e visitatori. Le grandi folle che popolano quotidianamente la Piazza sembrano solo un ricordo. Decine di persone con i volti parzialmente travisati dalle mascherine indossate a protezione delle vie aeree evidenziano una sindrome che ha già contagiato il settore del turismo rischiando di provocare una brusca frenata sull’ammontare dei consumi di beni e servizi da parte dei viaggiatori. Il graduale calo di presenze, iniziato lunedì scorso, ha inevitabilmente avuto riflessi negativi anche sulle decine di attività commerciali attive nei dintorni della Torre. Ad influire è anche la sospensione delle gite scolastiche e delle uscite didattiche disposte dal ministero dell’Istruzione. Uno stop che, in bassa stagione, rischia di mandare in tilt l’intero sistema legato al settore turistico. Se per il momento non è ancora scattato il campanello d’allarme per un possibile trend in discesa delle presenze, per l’Opera della Primaziale sono invece preoccupanti i segnali che arrivano dai tour operator e dalle agenzie di viaggi, costrette ad annullare o a mettere in stand-by decine e decine di prenotazioni, in particolare quelle legate al turismo via nave. —
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