Gioco
Firenze sostiene Volterra tra affinità culturali e la guerra degli aeroporti
L’assessore fiorentino Sacchi scrive una lettera ai volterrani ripercorrendo i legami storici tra le due città. Il sindaco Santi: pochi esempi come noi in Italia
VOLTERRA. A poche ore dalla presentazione del dossier per la candidatura di Volterra a capitale italiana della cultura 2021, in programma stamani alle 11,30 al Parco Fiumi, arriva un’adesione da parte di un Comune toscano di un certo peso. Firenze, infatti, ha dichiarato ufficialmente di appoggiare la candidatura della città etrusca.
Ora sono 51 le amministrazioni comunali della Toscana ad aver scelto Volterra (rispetto a Pisa e Arezzo, città in corsa per il titolo). Ma la presenza di Firenze tra quelli schierati con l’antico centro etrusco rappresenta una scelta che può essere letta anche politicamente: il sindaco Dario Nardella è di centrosinistra come il suo collega volterrano, Giacomo Santi, a differenza delle amministrazioni di Pisa e Arezzo che sono guidate dal centrodestra.
E poi c’è anche la questione degli aeroporti di Pisa e Firenze, da sempre in lotta tra loro per la supremazia regionale.
Santi ammette che la vicinanza politica può aver avuto un certo peso in questa scelta. Ma, secondo il sindaco conta più il fattore culturale. «L’assessore alla cultura di Firenze, Tommaso Sacchi, ha scritto che Volterra è un luogo d’incontro delle genti e di mercati fin dall’epoca etrusca e romana e che Firenze ha avuto fin dal Medioevo rapporti commerciali e politici con i governi e le Signorie che si sono succedute nella nostra città. Credo che Volterra e Firenze abbiano molto in comune e che il nostro centro, fatte le dovute proporzioni, rispetto a Pisa abbia un quantitativo culturale pro capite ben superiore. Anzi. È difficile trovare un esempio simile in Italia. E penso che la scelta di Firenze sia dipesa da questo in particolar modo».
L’assessore Sacchi ha anche scritto che «molte famiglie volterrane, fiduciarie dei Medici, ottennero ruoli di spicco nel governo granducale, trasferendosi poi a Firenze. Grazie a questo soggiorno, grandi artisti e architetti fiorentini hanno potuto lavorare a Volterra, come testimoniano le opere di Rosso e il Palazzo dei Priori, simile a quello della Signoria».
E poi, «diamo la nostra massima disponibilità a sviluppare collaborazioni con il Comune di Volterra per affrontare assieme nuove sfide». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
