Sicurezza
«Sono stato a Lodi». Politico in isolamento
Il cascinese Michele Parrini ha dovuto rinviare la riunione che lo avrebbe dovuto “incoronare” candidato a sindaco
CASCINA. L’altra sera doveva svolgersi la riunione di Progetto Cascina per mettere un punto fermo sul nome del candidato sindaco. Ma è stata rinviata ancora una volta. Motivo? Il quasi certo candidato, Michele Parrini, deve stare in casa fino al 4 marzo, in isolamento volontario. A parte un lieve abbassamento di voce, sta bene. Non ha febbre, non ha avuto contatti con persone risultate positive al tampone del coronavirus. Sostanzialmente sta bene. Ma nei giorni scorsi, per ragioni di lavoro, è stato a Terranova dei Passerini, in provincia di Lodi. Doveva fare un sopralluogo in un capannone e il 19 febbraio, quando ancora non si era scatenato il panico da virus, il geometra cascinese ha onorato l’impegno. Il problema è che il Comune è finito in un elenco di città da monitorare e interessate dal decreto della Presidenza del Consiglio numero 6, con le “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza dal virus Covid-19”. «Quando lunedì ho visto il nome di Terranova nell’elenco del decreto mi sono sentito ghiacciare. Ma non tanto per i timori del virus, quanto perché non voglio in alcun modo creare problemi a chi conosco o vedo per lavoro». Mai avrebbe immaginato di venirsi a trovare in una situazione tanto paradossale. «Per prima cosa ho chiamato il 112, dicevano di fare così. Mi hanno passato al 118». Risposta? «Se ha qualcosa chiami il suo dottore», racconta Parrini, dispiaciuto per questa situazione. «D’altra parte, chi è stato in questo comune del Nord deve darne comunicazione all’Asl. E io, nel rispetto di quanto viene chiesto, l’ho fatto». Come è successo a molti altri cittadini, che non hanno un ruolo pubblico come Parrini, che è stato anche ex vicesindaco di Cascina, per lui è iniziata una lunga trafila per capire bene cosa doveva fare. «Nessuno dei numeri che viene indicato come riferimento da chiamare per questa emergenza risponde. Alla fine ho chiamato il mio medico di famiglia». Nemmeno lui può intervenire, ai medici non sono state date le mascherine. Alla fine dopo una trafila che avrebbe snervato chiunque, e con l’intervento del medico di famiglia, la segnalazione è arrivata all’Asl. «Dicono che fino al 4 non devo uscire», aggiunge. Anche la conferenza stampa che era prevista per domani dovrà essere annullata. «Qui comunque non viene nessuno – rivela Parrini – chiamano dall’Asl due volte al giorno per chiedermi se ho la febbre. Dico che sto bene e tutto finisce. Anzi, speriamo che finisca il prima possibile». Intanto, nelle ultime ore si trovano in isolamento volontario anche tre cittadini di Bientina e uno di Buti. Quest’ultimo era stato messo “in isolamento” già dai suoi stessi compaesani, in stato di iperallerta dopo che era tornato da un viaggio nel Nord Italia. —
S.C.
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