Sicurezza
Offriva la figlia minore a un pensionato 70enne
Alla sbarra due adulti e la mamma della ragazzina accusati anche di violenza sessuale aggravata
PISA. Una madre che “offre” la propria figlia a uomini adulti. Uno poteva anche essere il nonno, considerata la differenza di età. Ma non lo fa per soldi. La propone “solo” come compagna. Non c’è il lucro, ma per la Procura i reati non mancano e sono anche pesanti.. È il processo in cui sono a giudizio due uomini e una donna, sudamericana residente a Pisa (omettiamo le generalità per non rendere riconoscibile la parte offesa, ndr). Varie le accuse, dalla violenza sessuale consumata e tentata con le aggravanti di contorno agli atti sessuali con minorenne.
La violenza sessuale viene contestata anche alla mamma come reato omissivo improprio secondo cui «non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo».
Tradotto: sapeva che la figlia minorenne aveva rapporti con adulti, ma ha lasciato correre.
A giudizio davanti al secondo collegio del Tribunale (presidente Dani, a latere Grieco e Iadaresta) sono finiti un pensionato livornese di 73 anni difeso dagli avvocati Veronica Macchi e Alessandro Gava; un operaio in area porto di Piombino di 42 anni, assistito dall’avvocato Marta Campagna; una badante sudamericana 51enne, mamma della neo maggiorenne al centro delle attenzioni sessuali dei due coimputati, difesa dall’avvocato Francesco Mancuso.
Il Tribunale ha rinviato all’udienza di maggio l’incarico per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche.
Nel corso dell’incidente probatorio avvenuto a dicembre era stata sentita la ragazza, all’epoca minorenne, che aveva confermato il contesto rappresentato dalla Procura. Non aveva parlato di costrizioni, né di soldi. Nel frattempo la 18enne ha deciso di revocare la costituzione di parte civile.
Per il pensionato livornese ci sono agli atti dei passaggi in cui viene fatta risalire la frequentazione con la ragazza già dal 2013, quando lei aveva 11 anni e lui 67.
La mamma, stando all’accusa, frequentava e incontrava uomini in locali da ballo della provincia di Pisa. Solo che non si sarebbe limitata a vivere le sue storie, ma le avrebbe estese anche alla figlia proponendola come “fidanzata” agli adulti che aveva avuto modo di conoscere negli ambienti bazzicati per svagarsi. —
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