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Seconda famiglia finisce in quarantena No febbre, solo contatti con soggetto positivo
A Pisa un’altra ordinanza firmata dal sindaco dopo le indicazioni dell’Asl sulle frequentazioni di un residente pisano
Senza allarmismi, ma seguendo le buone pratiche sanitarie dettate dall’Asl, ieri pomeriggio il sindaco Michele Conti ha firmato la seconda ordinanza con la quale impone a una famiglia residente a Pisa di restare in quarantena nella propria abitazione fino al 5 marzo.
La persona destinataria del provvedimento non ha febbre, né sintomi influenzali. La sua “colpa” è quella di essere entrata in contatto come collega di lavoro con l’informatico 49enne di Pescia risultato positivo al coronavirus.
In casa dovranno restare anche i suoi familiari. Pure loro asintomatici e che vengono adesso travolti da un’emergenza sanitaria governata con una prevenzione ad ampio raggio.
«L’ordinanza emessa su proposta dell’Area Igiene Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Usl Toscana nord ovest obbliga il soggetto a sottoporsi alla misura della quarantena presso la propria residenza fino al prossimo 5 marzo (quattordicesimo dall’ultimo giorno del contatto stretto) con sorveglianza attiva svolta dal personale sanitario della Usl Toscana Nord Ovest – scrive Conti –. Viene raccomandata, inoltre, la misura dell’isolamento fiduciario per la stessa durata anche per i soggetti conviventi».
L’ordinanza firmata da Conti martedì sera per un residente pisano vieta a lui e ai suoi familiari di uscire di casa fino al 6 marzo (14° giorno dal contatto).
Se ieri sono stati gli agenti della municipale addetti alle notifiche a bussare alla porta della famiglia che ha ricevuto l’invito-ordine di non uscire, martedì sera è stato il comandante della polizia municipale Michele Stefanelli a presentarsi a casa del primo pisano costretto all’isolamento per il virus che sta rallentando l’economia mondiale.
Munito di mascherina, il dirigente è stato accolto in casa dalla moglie dell’uomo entrato in contatto con l’informatico di Pescia. Era scossa, con gli occhi gonfi.
Non immaginava che la famiglia si ritrovasse al centro di un ciclone di questa portata.
Stop obbligatorio al lavoro e il pensiero a quello che potrebbe essere e che viene atteso in questi giorni di quarantena.
Sia il primo che il secondo nucleo familiare non hanno persone con febbre, né sintomi influenzali.
Dal Comune blindano identità e luoghi di residenza non solo per un necessario rispetto della privacy, ma anche e soprattutto per evitare situazioni spiacevoli di diffidenza del vicinato verso le famiglie costrette in isolamento solo perché hanno incontrato una persona positiva al Covid-19. —
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