Gioco
Produzione ridotta di un giorno in conceria
SANTA CROCE. Cinque giorni invece che sei. Venerdì libero per i dipendenti della conceria Masoni di Santa Croce sull’Arno a causa degli effetti economici del coronavirus. Già, perché le griffe clienti dell’azienda conciaria hanno chiaramente indicato ai fornitori di rallentare la produzione per via del crollo delle vendite nelle boutique della Repubblica popolare, i cui abitanti non viaggiano più e, quindi, non spendono più un euro nei negozi europei in beni di lusso.
L’azienda santacrocese da poco è salita alla ribalta per l’ingresso nella sua compagine sociale di un colosso come Lvmh, proprietario di marchi del lusso, tra cui Louis Vuitton. Ma il momento vissuto dal titolare dell’impresa, Fabrizio Masoni, è delicato: «Abbiamo deciso di sospendere la produzione il venerdì perché il calo di fatturato negli ultimi mesi da parte dei nostri clienti è tra il 30 e il 40%. E quindi ci è stato chiesto di rallentare».
La vicenda coinvolge anche altre realtà conciarie del comprensorio del cuoio tra Santa Croce, Ponte a Egola, Castelfranco e Fucecchio. Tanti gli ordini annullati alle concerie da parte delle griffe, proprio a causa dell’effetto coronavirus sulle vendite al dettaglio per il settore moda in Cina. «Si parla tanto del problema sanitario che, ovviamente, non va sottovalutato – sottolinea l’imprenditore – ma il rischio che ci sia un crollo dell’economia è altrettanto difficile da affrontare. Speriamo che non duri a lungo, perché non so che conseguenze potrebbe avere tutto questo stallo nei consumi e, di conseguenza, nella produzione delle aziende». —
A.Q.
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