Sicurezza
Crolla albero, si salva per un soffio. A Marina di Pisa sassi come "proiettili" in strada - Video
Decine di interventi per il vento. Sale la rabbia tra i commercianti sul litorale: «Nessuna protezione, siamo abbandonati»
PISA. Salvo per un soffio, una manciata di secondi, appena 50 metri di distanza tra la sua auto e l’albero improvvisamente crollato a terra a causa del forte vento di ieri pomeriggio lungo viale delle Piagge a Pisa. Marco Cagnetti, 55 anni, cascinese, stava andando in automobile alla biblioteca comunale nel primo pomeriggio di ieri quando proprio davanti a sé ha visto in diretta il crollo del grande albero che costeggia il viale. È riuscito a frenare in tempo e dare l’allarme: «Fortunatamente non ci sono stati danni a cose e persone ma solo un grande spavento», racconta dopo aver chiamato carabinieri e vigili del fuoco, intervenuti per rimuovere il grosso tronco e ripristinare la viabilità rimasta a lungo interrotta.. Quello sul viale delle Piagge è stato uno dei numerosi interventi dovuti al forte vento che si sono resi necessari ieri. Anche in Fi-Pi-Li le raffiche hanno creato disagi e in un caso richiesto l’intervento della polizia stradale per i rilievi di un incidente. Un ramo ha colpito in pieno una ambulanza della Croce Rossa che stava trasportando un paziente e percorreva la Fi-Pi-Li tra l’uscita aeroporto e Pisa Nord Est. Solo la prontezza dell’autista ha evitato il peggio ma il ramo ha rotto comunque un vetro e danneggiato gravemente la carrozzeria dell’ambulanza.
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Numerosissimi poi i disagi sul litorale. Ancora una volta il mare ha tracimato sul lungomare di Marina portando con sé i sassi delle spiagge di ghiaia e i rami. «Come oggi mai – commenta Susanna Mainardi, titolare del ristorante L’Albero Maestro che si affaccia proprio nella area interessata insieme ad una gelateria, un altro ristorante pizzeria, un bar e una tabaccheria –. Questa è la quinta volta in un mese che succede e ora la gente dice basta». Nel tratto che va da piazza Baleari fino alla prima traversa, la strada è stata invasa dalle ghiaie e le onde sono arrivate fino alle case e ai negozi. «Con la furia del vento e la forza dell’acqua i sassi sembravano proiettili – racconta Mainardi –. Con oggi è la quinta volta che si chiude il lungomare e se domani dovesse migliorare il tempo, anche per ripulire è necessario chiudere la strada e sarebbe un altro giorno ancora di lavoro perso. A questo punto ci devono dire se dobbiamo andarcene perché così non è possibile continuare. Ci sentiamo abbandonati. Possibile non riuscire a fare un tavolo di concertazione con tutti gli attori? L’amministrazione si deve muovere perché bisogna trovare una soluzione. E invece, non si è visto nessuno che sia venuto a controllare quello che stava succedendo, se avevamo bisogno di qualcosa. Qui ci sarebbe voluta la protezione civile. Sarebbero stati utili i sacchi di sabbia per fermare l’acqua che entrava in negozio».
In quel tratto di mare non ci sono le dighe foranee e la spiaggia di ghiaia ormai è quasi inesistente. I sassi, oltre ad essere finiti sulla strada si sono depositati sopra e tra gli scogli. Il mare ieri è arrivato fino alla parallela del lungomare formando di grossi ristagni agli angoli. «Non oso pensare all’estate che ci aspetta perché – riprende Mainardi –, con il cantiere aperto di piazza Baleari che sicuramente subirà dei ritardi viste le continue interruzioni per il maltempo, il ripristino della diga e della spiaggia di ghiaia noi qui commercialmente moriremo. Se arrivano anche in estate mareggiate come questa voglio vedere come facciamo». La situazione oggi si è presentata in tutta la sua gravità e la soluzione non può più essere rimandata. «Come presidente del Ccn di Marina – afferma Simona Rindi – dico che non possiamo più temporeggiare e che deve essere trovata una soluzione velocemente».
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