Il Tirreno

Pisa

il caso 

Comune in Tribunale per la ristrutturazione della Tabaccaia

La società alla quale erano stati affidati i lavori, cominciati  nel 2014 e durati poche settimane, ora chiede i danni

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san giuliano. La vicenda, letta a distanza di qualche anno, non sembra di quelle “nate sotto una buona stella”, per usare un eufemismo. E il rischio è che a pagare per una serie di circostanze - le cui responsabilità sono tutte da chiarire - siano i cittadini di San Giuliano Terme che in qualche caso avranno addirittura difficoltà a ricordare i fatti trattandosi di una vicenda nata nel 2010-2011 (con la progettazione e il finanziamento dell’intervento di ristrutturazione) e proseguita tra ritardi e sospensioni fino al 2015.

Si tratta del discusso intervento di riqualificazione della Tabaccaia edificio destinato a sede della Fondazione Cerratelli - nelle intenzioni dell’amministrazione comunale dell’epoca che acquistò l’edificio a questo scopo - e fiore all’occhiello di un progetto più ampio di valorizzazione, in chiave culturale e turistica dell’immobile e del territorio.

A distanza di 5 anni dallo scioglimento del contratto con la ditta alla quale erano stati affidati i lavori, l’impresa mandataria - la Spada e Associati srl di Cesena - porta il Comune di San Giuliano in tribunale. La prima udienza, di fronte al giudice civile, si terrà a maggio e nel frattempo il Comune ha deciso di resistere in giudizio contro al richiesta di un maxi risarcimento da parte della ditta.

Il contenzioso, dicevamo, viene da lontano ed è frutto di una serie di situazioni che sono andate aggravandosi nel tempo.

Intanto l’affidamento del cantiere di ristrutturazione della sede della Fondazione Cerratelli avviene con notevole ritardo. Il progetto e il contratto di appalto sono del 2011, ma solo a febbraio 2014 vengono consegnati i lavori. La premessa era stata l’acquisto, da parte del Comune, della Tabaccaia (per un milione e mezzo di euro circa) e la definizione di un progetto di riqualificazione per oltre 2 milioni di euro al quale aveva annunciato la propria partecipazione con un cofinanziamento anche la Regione Toscana. Ma i mesi passano e i lavori non partono. Fino a marzo 2014 appunto. L’avvio è però problematico: la ditta appaltatrice avanza subito al Comune una serie di riserve (per oltre 500.000 euro). E poche settimane dopo il cantiere, a pieno regime da soli 10 giorni, si ferma per colpa di un ordigno bellico ritrovato durante gli scavi. Allo stop obbligato segue la progettazione di una variante per prevedere nell’ambito dell’appalto anche le verifiche belliche. Ma alla fine del percorso la ditta si tira indietro rispetto sia alla variante che, successivamente, alla prosecuzione dei lavori con lo scioglimento del contratto nel gennaio del 2015.

Di pochi giorni fa, infine, la comunicazione della citazione in giudizio del Comune per la richiesta di risarcimento danni che apre ora un altro capitolo, tutto da chiarire ma certamente non facile, su una vicenda discussa e non del tutto chiarita anche in sede di commissione speciale d’indagine del consiglio comunale di San Giuliano sulla Fondazione Cerratelli e i rapporti con il Comune.

Una partita, quest’ultima, che non ha direttamente a che fare con i lavori alla sede della Tabaccaia, ma che - per diverse ragioni - ha preso la via del procedimento giudiziario. È il Comune, stavolta, ad aver deciso di portare in giudizio qualcuno, e nello specifico la stessa Fondazione Cerratelli, sulla base della decisione del consiglio dei soci fondatori di escludere l’ente locale dalla Fondazione stessa. Si tratta del secondo tentativo di esclusione messo in atto e giustificato, per la Fondazione da «un presunto grave e reiterato inadempimento degli obblighi statutari» tra i quali anche la disponibilità di una sede adeguata alla collezione Cerratelli. —

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