«Chiudo come un contributo alla tutela della salute pubblica»
La decisione di Lisa, in Italia da dieci anni. L’attività sospesa fino a data da destinarsi. Il cartello affisso alla serranda del negozio
pontedera. «Non posso sapere da dove vengono i miei clienti. Non conosco i loro spostamenti. Potrebbero essere stati in luoghi d’Italia particolarmente pericolosi, quindi meglio chiudere ed evitare rischi».
Motiva così la sua decisione Lisa, commerciante cinese, da 10 anni in Italia, titolare della sartoria in via Montanara a Pontedera, che ha abbassato la saracinesca lasciando un messaggio per i clienti. «In merito alla situazione sanitaria attuale – si legge nel cartello affisso all’esterno della sartoria – il nostro esercizio ha deciso di sospendere le attività fino a data da destinarsi, per dare un contributo alla comunità e tutelare la salute di tutti. Ringraziamo in anticipo della vostra comprensione».
Lisa è in Italia da dieci anni, ma conosce molto bene la rapidità con cui il virus si è diffuso in Cina. E non vuole rischiare. «Ho seguito ciò che è accaduto in Cina, dove nel giro di poche settimane moltissime persone sono state infettate. La notizia dei primi casi in Toscana mi ha convinto a sospendere l’attività. In fondo al cartello sulla saracinesca ho lasciato il mio numero di cellulare – spiega – in modo che le persone che devono ritirare dei capi possano contattarmi per metterci d’accordo. Ma l’attività, per il momento, sta chiusa».
La psicosi da coronavirus colpisce anche Pontedera. Lisa riaprirà soltanto quando la situazione sarà tornata alla normalità. «Abbiamo paura, e preferiamo prendere tutte le precauzioni del caso per evitare episodi spiacevoli. Ho riflettuto molto sul da farsi, e alla fine ho deciso che la cosa più giusta è chiudere qualche giorno e aspettare l’evolversi della situazione in Toscana e in Italia». —
Tommaso Silvi
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