Il Tirreno

Pisa

museo delle navi antiche 

Ventunomila visitatori nei primi sei mesi

Giulia Serni
Ventunomila visitatori nei primi sei mesi

I giorni di apertura al pubblico saliranno da 3 a 6 alla settimana Sarà presto riaperto il parco retrostante, l’ex orto botanico

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pisa. «I risultati del primo semestre di apertura del museo sono stati estremamente lusinghieri – commenta Andrea Camilli, direttore del museo e responsabile del progetto per la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno –. In sei mesi, su tre giorni di apertura a settimana, sono stati più di 21mila i visitatori, con una percentuale considerevole di residenti pisani, che sono stati circa 1.600».

Sono questi i numeri record del Museo delle Navi Antiche di Pisa in soli sei mesi di attività. Un andamento più che positivo anche per la presenza di circa 1.400 turisti stranieri provenienti da tutta Europa, Russia, Australia e Stati Uniti. «Fin dal mio insediamento nell’agosto del 2018 – dichiara il sindaco Michele Conti in occasione della presentazione del bilancio del museo – ho avuto modo di visitare il museo, una struttura affascinante e incredibilmente fruibile e d’impatto. Oggi è un luogo che costituisce un grande punto di riferimento per la città e di fatto è una svolta per il turismo stesso e per la valorizzazione del circuito culturale che si snoda attorno ai lungarni».

Dello stesso avviso il soprintendente Andrea Muzzi che auspica per «gli Arsenali Medicei, gli Arsenali Repubblicani e il Museo delle Navi Antiche la realizzazione di un polo culturale vivo e dinamico. Il museo – spiega – oltre ad avere la capacità di raccontare gli 800 reperti esposti e le vicende dello scavo vissute da tutta la città, non solo rappresenta l’eccellenza delle attività portate avanti dal Centro di Restauro del Legno Bagnato ma ha anche la capacità di accompagnare l’esposizione permanente con mostre tematiche, accanto a conferenze e incontri. Dopo tanti anni di lavoro – conclude – una volta avuto l’allestimento completo, la scelta di aprirlo alla cittadinanza è stata una decisione vincente».

Oggi il museo, che conta 47 sezioni, 8 aree tematiche e 5.000 metri quadrati di superficie espositiva, ha trasformato gli Arsenali non solo in un luogo di conservazione, ma anche di studio, partecipazione e socializzazione. Nei prossimi mesi l’apertura al pubblico si arricchirà passando da tre a sei giorni a settimana. Prevista anche la realizzazione di una nuova sala conferenze da 250 posti e un’area specifica per le mostre. Accanto all’esposizione museale, affidata alla cooperativa Archeologica e realizzata con l’impegno del Mibatc, sarà riaperto uno dei polmoni verdi della città. Il parco retrostante il museo, quello che in epoca medievale era l’orto botanico e che oggi è chiuso.

«Grazie a questi numeri, che dimostrano il vivo interesse nei confronti della nostra missione di valorizzazione di luoghi ricchi di storia e cultura, e ai finanziamenti statali – aggiunge Camilli – nei prossimi mesi saranno realizzati nei locali dell’ex convento di San Vito, accanto al Museo delle Navi Antiche, i laboratori del Centro di Restauro del Legno Bagnato, con l’obiettivo di creare un hub di formazione per chi vuol fare il restauratore, attraverso percorsi di studio universitari, professionali o promossi dalla Regione». —

Giulia Serni

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