Sicurezza
Una studentessa: «Sono stata a Lodi» Panico a scuola, l’intera classe esce
D’accordo con la preside la diciottenne del Pacinotti si è sottoposta ad una visita medica che ha dato riscontri negativi
pisa. È bastata una frase di una studentessa («Sono stata a Lodi») per far scattare il panico in tutta la classe.
La psicosi del coronavirus, ieri mattina, ha mandato in tilt una ventina di studenti dell’istituto commerciale Pacinotti di via Benedetto Croce, che per paura di un possibile contagio hanno abbandonato l’istituto in attesa dei riscontri medici. Per fortuna negativi.
La ragazza, una diciottenne, dopo un’accurata visita medica, è potuta tornare tranquillamente a casa. Il suo soggiorno a Lodi è avvenuto nei primi giorni di febbraio e quindi i termini della cosiddetta “quarantena” erano abbondantemente superati. Ma intanto il panico della classe frequentata dalla giovane aveva messo in allarme l’intero istituto professionale. Tanto che per calmare gli animi sono dovuti scendere in campo la stessa preside, Gabriella Giuliani, e l’intero corpo insegnante della scuola per rassicurare tutti gli altri ragazzi rimasti a fare lezione. Oltre ai colleghi del vicino liceo classico Galilei, scuola accorpata al Pacinotti, e i tanti genitori, che, allarmati dalle telefonate dei propri figli, nel frattempo si erano rivolti ad entrambe le scuole per avere informazioni più dettagliate. Un vero e proprio caos, come confermato da una dipendente del Galilei: «Molte sono state le chiamate di genitori preoccupati – ci ha detto l’impiegata – giunte anche al nostro centralino, oltre a quello del Pacinotti, ma per fortuna tutto si è risolto nel migliore dei modi».
Domani lezioni regolari in entrambi gli istituti, anche se la mattinata di ieri non è stata tra le più semplici da gestire. «Purtroppo situazioni del genere si possono presentare – ha affermato la preside Giuliani – soprattutto in una comunità come la scuola, fatta di tantissime persone. L’importante, però, è avere i nervi saldi, seguire i protocolli e non creare ulteriori allarmismi».
Tutto è partito da una segnalazione. «È stata la stessa ragazza – ha spiegato ancora la preside – stamani (ieri per chi legge, ndr) ad affermare di essere stata a Lodi nel mese di febbraio. Prontamente quindi le abbiamo detto di farsi visitare al presidio di zona. Cosa che è avvenuta, ma la ragazza non avendo febbre ed appurato che il periodo di incubazione era già stato superato, è stata rimandata a casa dai sanitari». Una vicenda che sicuramente ha creato un certo allarmismo. «La classe sotto la mia supervisione è uscita dalla scuola – ha continuato la preside –. I ragazzi sono stati presi dal panico e questo è comprensibile. Ma ripeto, tutto si è risolto in poche ore, grazie anche ai medici che hanno preso subito in esame il quadro clinico della nostra studentessa e fornito risposte rassicuranti». Anche se in questo periodo la situazione in tutte le scuole d'Italia resta abbastanza tesa. «Il clima che viviamo è sotto gli occhi di tutti – ha concluso la preside – oltre al fatto che anche i nostri studenti hanno dovuto rinunciare alle gite di istruzione. Resta quindi adesso da capire l'iter predisposto a livello nazionale per recuperare i soldi versati». —
Roberta Galli
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