Toscana
«In quarantena chi ha contatti con Codogno»
Sant’Anna e Normale stabiliscono l’autoisolamento per studenti e docenti che hanno rapporti con le zone italiane del focolaio
Quarantena “volontaria” per chi ha avuto contatti o è stato nelle aree italiane focolaio del coronavirus. È la decisione presa ieri dalla Normale e dalla Sant’Anna. Il direttore Luigi Ambrosio e la rettrice Sabina Nuti scelgono di alzare il livello di prevenzione contro il rischio contagio. Una forma di autodifesa (accompagnata da raccomandazioni rivolte anche a chi ha sintomi o ha contratto la normale influenza), presa in una domenica di dubbi e preoccupazioni. Come quelle del rettore Paolo Mancarella, che ha valutato e valuterà anche nella giornata di oggi l’ipotesi di sospendere le attività didattiche.
L’Ateneo alla fine ha deciso di non prendere una decisione così drastica. In assenza di casi conclamati di coronavirus in Toscana, e tenendo in considerazione le possibili ripercussioni sull’opinione pubblica, si è scelto di proseguire la normale attività. Diversa invece la situazione nelle due Scuole superiori. La scelta non è legata a una diversa valutazione dei rischi, ma alle peculiarità dei due istituti. Studenti normalisti e santannini vivono infatti in collegi universitari. Un particolare che, unito al contatto diretto con docenti e personale amministrativo, fa propendere per misure più stringenti. Nessun allarme, quindi, ma un livello di attenzione tale da convincere Ambrosio e Nuti a diramare indicazioni precauzionali e linee guida in aggiunta a quelle già prese per docenti e studenti che abbiano soggiornato negli scorsi mesi in Cina o abbiano avuto contatti con persone della zona di Wuhan, città della provincia di Hubei da cui è partita l’epidemia.
«Chi si è recato nelle ultime settimane in una delle zone a rischio, in Italia i 10 comuni della Bassa lodigiana e il Veneto, è bene che proceda all’isolamento volontario, anche in assenza di sintomi - si legge nella mail inviata a tutte le componenti della Scuola Normale -. L’eventuale mancato rispetto degli obblighi didattici, siano essi interni o esterni, da parte degli allievi in autoisolamento non ha conseguenze negative». Chi risiede nei collegi può decide di autoisolarsi nelle proprie famiglie o «stare in camera richiedendo di ricevere lì i pasti». La Normale ha anche sospeso tutte le missioni didattiche e aperto una casella mail interna per le comunicazioni relative al coronavirus.
Una mail dello stesso tenore è stata inviata dalla rettrice della Sant’Anna che aveva individuato un proprio referente interno per fare da tramite con le strutture sanitarie pubbliche prima ancora che venissero conclamati i primi casi in Italia: «Visti i recenti casi di infezione in Lombardia e Veneto – scrive Nuti – cogliamo l’occasione per tornare a informare la comunità accademica della Scuola sui comportamenti da tenere in questo frangente». Vale a dire «lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi (i virus possono diffondersi quando vengono toccate superfici contaminate); starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso; utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti usati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso; evitare di toccare gli occhi, il naso o la bocca con mani non lavate; evitare contatti ravvicinati con persone malate o che mostrino sintomi di malattie respiratorie (come tosse e starnuti); evitare di recarsi in pronto soccorso in caso di malattie respiratorie febbrili, ma fare riferimento al proprio medico di medicina generale o al 118 per una valutazione». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google