Il Tirreno

Pisa

corruzione a palazzo gambacorti: le intercettazioni 

L’ingegnere al ristoratore «La prima rata al funzionario»

Pietro Barghigiani
L’ingegnere al ristoratore «La prima rata al funzionario»

Nelle conversazioni agli atti il presunto accordo tra il professionista e il privato per proporre al geometra comunale la mazzetta sulla pratica da modificare 

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Il Carmignani ci serve perché la pratica vada sulla scrivania di Simone».

Nell’inchiesta sulla corruzione a Palazzo Gambacorti non è che i privati si dimostrino meno audaci dei pubblici ufficiali quando vogliono ottenere un risultato. Nella conversazione intercettata dai carabinieri l’ingegner Matteo Casarosa rassicura il cliente, Nicola Lamacchia, ristoratore, sulla procedura alternativa e spregiudicata che ha in animo di seguire per raggiungere l’obiettivo che sta a cuore a entrambi: far sparire una difformità edilizia dalla casa di Lamacchia altrimenti il compratore vuole uno sconto di 10mila euro. E così il gancio, secondo l’accusa, capace di contattare il funzionario Simone Giommoni chiacchierato nell’ambiente, diventa il geometra Francesco Carmignani. Che non figura negli atti firmati solo da Casarosa.

Al telefono con il cliente l’ingegnere è esplicito: «Gli (a Giommoni, ndr) mando un messaggio, gli mando una mail, lo chiamo io appena sono pronto con la roba e gli consegno, gli faccio vedere la prima rata». Per la Procura la prima rata è l’anticipo dei 500 euro pattuiti per sistemare sulla carta la casa di Tirrenia del ristoratore in procinto di essere venduta. «Il problema è il Comune e c’è Giommoni e siamo tranquilli» ribadisce Casarosa a Lamacchia, le cui perplessità vengono così risolte dall’ingegnere: «Così lui (Giommoni, ndr) non ci esce più, dopo stasera secondo me, lui non ci può più uscì» riferendosi all’accettazione di un acconto su quella che i carabinieri hanno interpretato come una promessa di mazzetta.

Alla fine dei 500 euro concordati, Giommoni, stando alle carte dell’accusa, avrebbe usufruito solo di una sconto di 150 euro per la cena di compleanno il 24 giugno 2019 in un ristorante di Marina di Pisa di proprietà del Casarosa. Poi stop. E il malumore sale minacciando ritorsioni contro Lamacchia «gliela blocca la pratica» si sfoga con l’intermediario Carmignani.

La figura del funzionario dell’edilizia produttiva viene descritta dal gip Donato D’Auria con parole dure: «Ha sottratto una pratica edilizia all’ufficio competente, ha indotto il tecnico del privato a porre in essere un falso ideologico, rappresentando falsamente lo stato dei luoghi, ha fatto ottenere a Lamacchia la sanatoria delle irregolarità presenti nell’abitazione di costui che mai sarebbe potuta intervenire con l’iter seguito. Nessun dubbio nemmeno in ordine alla posizione degli altri indagati coinvolti: il Carmignani un vero e proprio losco faccendiere, con il ruolo quantomai attivo di intermediario (sollecita i dipendenti comunali e della Soprintendenza, mantiene continui e costanti rapporti con il Lamacchia, il Casarosa e il Giommoni, spalleggiandolo poi nel momento della discussione del prezzo della corruzione; il Casarosa quale tecnico di fiducia del privato, soggetto senza scrupoli, che ha brigato sin dalle prime battute per far intervenire il Giommoni, prestandosi addirittura a presentare agli uffici tecnici del Comune false rappresentazioni grafiche, il Lamacchia quale corruttore e beneficiario finale della illecita attività posta in essere dal pubblico ufficiale».

Tra Giommonie e Carmignani «le riprese audio e video hanno documentato in maniera che non può essere equivocata due passaggi di denaro (uno con i soldi messi in un’agenda e l’altro nel cassetto della scrivania del dipendente, ndr) che deve ritenersi costituiscano vere e proprie tangenti corrisposte in cambio del compimento di atti dell’ufficio (nell’ipotesi più favorevole agli indagati) volti a favorire o agevolare pratiche edilizie seguite come tecnico dal Carmignani». —

Pietro Barghigiani

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web