Sicurezza
L’ascensore non funziona, prigionieri in casa propria
Disagi da dieci giorni per tre nuclei familiari con disabili: i pezzi di ricambio non sono più in commercio. L’Asia: chieste ad Apes certezze sui tempi
PISA. Prigionieri in casa propria. Da più di dieci giorni segregati tra le quattro mura domestiche a causa di un guasto che ha trasformato l’ascensore condominiale nella più grande barriera architettonica. Una “reclusione” destinata a protrarsi anche nei prossimi giorni in attesa della costruzione di un pezzo che possa permettere di riaccendere il motore che alimenta il funzionamento dell’ascensore. Succede in una palazzina Erp di via Norvegia, dove l’improvviso guasto del vecchio ascensore ha mandato in tilt la quotidianità di una decina di famiglie. Tra queste anche tre nuclei familiari con disabili, da dieci giorni impossibilitati ad uscire di casa e ad avere una vita normale. . A denunciarlo è l’Asia di Pisa, l’associazione inquilini e abitanti dell’Unione sindacale di base che a più riprese ha chiesto all’amministrazione e all’Apes, la società addetta alla gestione del patrimonio immobiliare pubblico, di ripristinare il funzionamento dell’ascensore. «Abbiamo sollecitato gli uffici dell’Apes chiedendo l’immediato intervento dei tecnici per ristabilire il funzionamento dell’ascensore - sottolinea in una nota l’associazione degli inquilini -. Il nostro appello è però caduto nel vuoto: essendo il mezzo molto vecchio, i pezzi di ricambio non sono più in commercio ed è quindi stato chiesto ad una ditta di costruire un pezzo del motore di sana pianta». Una procedura che, tra sopralluoghi e costruzione del componente del motore guasto, richiederà tempo. «Abbiamo chiesto certezza sui tempi, ma non abbiamo ricevuto risposte. Questo è l’aspetto più preoccupante: non si sa per quanti giorni o settimane gli inquilini dovranno fare a meno dell’ascensore ed i disabili costretti a rimanere chiusi in casa», aggiunge l’Asia che ha anche inoltrato all’Apes una richiesta di sostituzione del vetusto ascensore. «La sostituzione dell’attuale fatiscente ascensore con uno nuovo, come è avvenuto in altri edifici adiacenti, ha un costo eccessivo», la risposta fornita all’associazione dall’Azienda che gestisce il condominio.
Una richiesta, quella della sostituzione o della riparazione immediata dell’ascensore, arrivata anche al Comune. «Abbiamo chiesto l’immediato intervento dell’amministrazione», prosegue l’associazione degli inquilini che punta il dito anche contro l’assessore Raffaele Latrofa («interpellato da alcuni cittadini durante un’iniziativa politica, ha risposto che le manutenzioni delle case popolari sono di competenza dell’Apes, dimenticando che l’ente dipende dall’amministrazione») e si dice pronta a scendere in strada con un presidio di protesta. «La manutenzione delle case popolari deve essere una priorità di questa amministrazione, salita a Palazzo Gambacorti con tante promesse di intervento nelle periferie che non si sono realizzate», l’accusa dell’Asia. –
D.R.
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