Il Tirreno

Pisa

«Siamo i primi a voler chiarire l’istruttoria servirà a questo»

R.V.

Dalla presidenza: non basterà un segnale, saranno presi provvedimenti La prof Pisano: «Dal nostro liceo escono comunque ragazzi preparati»  

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dall’istituto

«La scuola ha la massima volontà di arrivare a chiarire le mancanze. Siamo certi che, una volta portata a compimento l'istruttoria avviata, non sarà dato solo un segnale, ma saranno presi i provvedimenti da chi di dovere. Sarà una fase concertata con l'Ufficio scolastico provinciale».

È una posizione netta quella presa dalla presidenza del liceo Galilei. C’è fretta di tornare a un clima di serenità e di trasparenza nei rapporti tra insegnanti e studenti. È la prima volta infatti che gli studenti esplicitano per iscritto il loro dissenso nei riguardi di alcuni docenti e nel modo in cui questi si relazionano a loro. Forse cinque o sei su un totale di una quarantina. Il messaggio degli studenti pare essere stato recepito, ma è altrettanto legittimo il desiderio degli insegnanti che non sia messo in discussione l'aspetto squisitamente qualitativo della scuola. Aspetto che non era stato oggetto di forti critiche da parte dei ragazzi, trattato in maniera solo marginale nel documento d’accusa.

«Rigettiamo con fermezza – dice Antonietta Pisano, vicepreside del Galilei – l'idea che la scuola non prepari a sufficienza i ragazzi. I dati provenienti da fonti esterne alla scuola dicono che i nostri diplomati sono preparati ad affrontare percorsi universitari anche nei settori scientifici, ingegneria , chimica, professioni sanitarie e medicina. Dall'analisi della Fondazione Agnelli emerge che la scuola è competitiva sul territorio e si colloca tra i primi licei classici del centro Italia. Il tasso di rendimento degli alunni li rende competitivi non solo relativamente al voto di maturità ma anche durante il percorso universitario».

Pronti a mettersi in discussione sul modo di relazionarsi, i docenti tuttavia non accettano interferenze sulla loro capacità di preparare gli studenti. Soprattutto alla luce del rinnovato interesse da parte dei ragazzi che tornano ad iscriversi al liceo classico: negli ultimi quattro o cinque anni si registra una crescita delle iscrizioni, il prossimo anno scolastico il Galilei avrà 101 nuovi iscritti, con quattro nuove sezioni. Per molti dunque il liceo classico sembra tornare ad essere la scelta giusta.

«Il cambiamento – ha detto Gabriella Giuliani – dirigente scolastico del Galilei – passa per un miglioramento della formazione dei docenti nel rapporto con gli studenti. Non conta solo la qualità culturale, ma anche la qualità delle relazioni che si instaurano coi ragazzi. Le due cose devono necessariamente abbracciarsi. Anzi, oggi che la figura dell'insegnante ha perso un po' del suo valore sociale diventa fondamentale l'aspetto relazionale. Venti o trent’anni fa c'erano altri studenti, bisogna che i professori accettino questi cambiamenti. La scuola può intervenire con un richiamo, ma è una misura che serve solo a calmierare». — R.V.

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