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tribunale del riesame
Resta in carcere il “padre-padrone” in cella da 5 mesi
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Resta in carcere il 46enne bosniaco in cella da metà settembre con l’accusa di sequestro di persona continuato, maltrattamenti, calunnia e, prima misura applicata in Italia con l’introduzione del “codice rosso” ad agosto, anche per costrizione e induzione a contrarre matrimonio. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame respingendo il ricorso dell’avvocato Roberto Nocent.
Ai primi di marzo si terrà l’udienza preliminare per esaminare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura per il “padre-padrone” accusato di aver preso soldi per vendere una delle due figlie in un contesto di matrimonio combinato.
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