Toscana
Pericoloso latitante scoperto per i mobili della cucina ordinati dalla compagna
Era ricercato per la faida tra nomadi a Coltano di 12 anni fa Si è affacciato alla finestra e gli agenti hanno scoperto il covo
Una latitanza durata dalla scorsa estate, con un periodo pregresso di diversi anni trascorso all’estero, interrotta per la consegna di una cucina da installare. Il fuggitivo si è affacciato alla finestra per aprire la porta a chi doveva montare i pezzi componibili ordinati dalla compagna.
Un affaccio fatale per Ramiz Dubovici, 42 anni, kosovaro di Pristina, ricercato dall’agosto 2019 dopo che la condanna a quasi 5 anni per fabbricazione e porto abusivo d’arma da guerra e comune da sparo continuato era diventata definitiva.
Nel suo passato prossimo e recente ci sono un’infinità di condanne e arresti per furto. Ma il suo nome era diventato di interesse per essere stato uno dei protagonisti della faida tra macedoni e kosovari che nel gennaio 2008 tra Coltano e una villetta in viale D’Annunzio a Marina di Pisa schierò due opposte bande armate di molotov, pistole, fucili e bastoni. Quattro i feriti macedoni. Una trentina gli arrestati da parte della polizia con le perquisizioni al campo nomadi a Boccadarno e a Gello di Pontedera.
Gli spari dei macedoni a Coltano, i motivi non erano di grande rilievo, dovevano essere vendicati dai kosovari a Marina. La sorte volle che non ci fossero morti. Le manette sì, arrivarono subito. E poi i processi con relative condanne.
Le generalità di Dubovici erano state inserite nell’operazione Wanted gestita dal Servizio centrale operativo del ministero dell’Interno. Classificato come latitante di spessore medio-alto. Il kosovaro era scappato in Francia dove ha vissuto per alcuni anni. Gli investigatori della questura pisana ritengono che sia rientrato intorno al 2013. Allo scoccare della irrevocabilità della sentenza, la polizia si è mossa per eseguire l’ordine di arresto. Si sono intensificate le ricerche che un giorno hanno portato gli agenti sulla strada della compagna, italiana di Castelfranco di Sotto, durante un controllo stradale.
La vettura della donna è stata tracciata con il sistema gps e seguita nei suoi spostamenti. Appostamenti e pedinamenti hanno circoscritto l’orizzonte di interesse della compagna di Ramiz. Nel corso delle settimane è stato identificato un appartamento condominiale, preso in affitto da un privato, al quarto piano di un palazzo in piazza Giovanni XIII al Cep. La vedevano entrare e uscire sempre da sola. All’apparenza sembrava abitasse da sola in quella casa. Prima di quell’alloggio la coppia era stata aiutata dalla comunità kosovara tra provincia e Toscana.
Fatale per la latitanza di Dubovici l’ordine di una cucina fatto dalla compagna a un noto marchio di consegne e montaggio a domicilio. L’appartamento andava arredato da zero. Sono partiti dalla cucina. Quando intorno alle 10 il personale ha suonato al civico indicato dalla donna, Ramiz era in camera da letto. Sapendo dell’arrivo della cucina ha aperto la finestra per sincerarsi che fossero gli operai della ditta. Errore da dilettante della latitanza. All’esterno c’erano i poliziotti. In pochi minuti una ventina di agenti hanno circondato il palazzo sotto gli ordini del commissario capo Fabrizio Valerio Nocita. Poi il blitz al quarto piano. Hanno trovato la porta aperta e il kosovaro in camera da letto. Mani alzati e nessuna reazione. Nel frattempo gli operai hanno montato la cucina. Il questore Paolo Rossi nell’elogiare i poliziotti sottolinea che «esiste una sicurezza evidente con gli agenti in divisa schierati in strada e una invisibile, in borghese, efficace e presente come in questo caso». —
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