Gioco
«Voleva che gli inviassi video e le mie foto nuda in intimità»
Il racconto della giovane al processo contro l’ex arrestato per stalking e anche per lesioni dopo averle stretto le mani al collo in una lite
pisa. «Voleva che gli inviassi foto nuda e intime e anche video. Per un po’ l’ho assecondato. Poi quando la storia è finita ha iniziato a non darmi tregua».
È il racconto della 30enne, pisana, davanti ai giudici del collegio del Tribunale (presidente Dani, a latere Iadaresta e Grieco) al processo contro l’ex compagno, un 47enne residente nel Cascinese e originario della Puglia (omettiamo il nome per tutelare la parte offesa). L’uomo, difeso dall’avvocato Massimo Parenti, è in carcere. La parte offesa è assistita dall’avvocato Bartoli. Pm Aldo Mantovani.
È accusato di stalking, detenzione abusiva di armi, ricettazione e lesioni. Nel settembre 2018 al culmine di una lite con la donna che voleva rifarsi una vita e rifiutava i suoi assalti, l’uomo le avrebbe messo le mani al collo. Una presa violenta di alcuni secondi di cui poi si scusò al momento della convalida dell’arresto. Le aveva mostrato la pistola dicendole «Vedi cosa potrei fare?» salvo poi buttare l’arma seguendo il consiglio della giovane che aveva cercato di calmarlo.
«La storia era finita, lui doveva tornare con sua moglie, ma mi dava il tormento – ha raccontato la donna in aula –. Non volevo più stare con lui, ma mi chiedeva di distaccarmi poco alla volta. Mandandogli anche un messaggio al giorno. Ma io non ne volevo più saperne». L’ex compagna, che per un periodo aveva convissuto con l’imputato, ha riferito del martellamento cui veniva sottoposta.
«Veniva sul mio posto di lavoro, in uno stabilimento balneare – ha spiegato –. Ricevevo sei, sette telefonate al giorno e almeno una sessantina di messaggi. Di notte si presentava a casa. Aveva un atteggiamento insistente che non mi permetteva di essere serena».
L’episodio di fine estate 2018 ruppe qualunque rapporto, seppur precario, che univa i due ex fidanzati. Una storia conclusa senza la consapevolezza da parte di lui dell’assenza ormai di un recupero nella relazione. L’aggressione con le mani al collo e la minaccia di uccidersi rimasta solo nelle intenzioni fecero degenerare la situazione con l’arresto da parte dei carabinieri. L’avvocato Parenti ieri ha chiesto i domiciliari per l’imputato. —
P.B.
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