La prof all’alunno: «Hai solamente 2 neuroni che però non s’incontrano»
Altre gravi accuse contenute nel documento redatto dagli studenti e inviato alla dirigente Gabriella Giuliani
Non si sono limitati a denunciare le offese, gli insulti e le battute sessiste, a sfondo sessuale o discriminatorie che alcuni professori del liceo Galilei avrebbero rivolto loro a più riprese, mettendo nel mirino soprattutto alunni di origini straniere e meridionali. Nel documento presentato alla dirigente Gabriella Giuliani gli studenti hanno evidenziato anche quelli che ritengono comportamenti non adatti alla “gestione” di una classe, ma soprattutto alla valutazione dei singoli alunni. Dalle verifiche improntate su argomenti mai trattati al rifiuto di alcuni professori di affrontare temi chiave previsti dalla programmazione.
«È solo un’invenzione, conseguenza della rivoluzione scientifica e non ha senso trattarla», la risposta con la quale una professoressa avrebbe liquidato la richiesta degli alunni di studiare e discutere la Rivoluzione industriale. Condotte che secondo gli studenti del Galilei potrebbero avrebbe conseguenze non solo sulla valutazione, ma soprattutto sul percorso scolastico intrapreso dai singoli.
«Recentemente – si legge nel documento – una professoressa ha smarrito un elaborato e quando lo ha ritrovato ha ritenuto di non valutarlo. L’intera classe ha inoltre evidenziato che spesso le verifiche trattano argomenti che erano stati specificamente esclusi dalla prova scritta dalla stessa professoressa, i criteri di valutazione non sono predeterminati e che la valutazione delle interrogazioni orali nella maggior parte dei casi si fonda sull’esito di una sola domanda: ciò non consente di avere una visione completa della preparazione dello studente».
Criteri di valutazione spesso accompagnati da giudizi considerati quantomeno inopportuni sfociando, in più occasioni, in offese ed insulti. «Siete viziati, tutti figli di magistrati» o «Siete tutti ignoranti». E ancora: «Non realizzerete mai nulla nella vita» o «Mi hai rotto gli zebedei, smettila di fare la manfrina», le parole con cui una professoressa avrebbe risposto ad una domanda di uno studente. «Ma che faccia antipatica hai, mamma mia, ma sei depressa? Riprenditi», la frase che un’altra docente del liceo di via Croce avrebbe rivolto ad un’alunna giù di morale. «La professoressa fece il verso ad un’alunna, quando quest’ultima le aveva fatto notare che all’interno del compito erano presenti domande su argomenti che lei stessa aveva comunicato alla classe che non sarebbero stati oggetto della prova scritta e la prese in giro, dicendole: “Fai del sindacalismo spicciolo” ed ancora “Hai solo due neuroni che però non si incontrano e quindi non ti permettono di ragionare” e “Che figlia di papà. Perché è capitata a me?”», uno degli episodi riportati nel documento con il quale gli studenti del Galilei chiedono di mettere fine a comportamenti ed atteggiamenti che, secondo gli alunni, in alcune classi non permettono di instaurare un clima sereno e di confronto. —
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