Il Tirreno

Pisa

nella casa di colignola 

Tragedia familiare, il papà disperato la moglie Armanda gli fa coraggio

P.B.

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colignola. Lui è sempre più disperato. Più passa il tempo e realizza cosa è accaduto in quegli istanti fatali si tormenta e impreca contro un destino che l’ha punito con una severità implacabile.

Lei, al suo fianco, non lo lascia un attimo. Gli fa coraggio e lo sostiene quando lo sconforto prevale e il piano lascia spazio alla disperazione più cupa.

Artan Xeka, piccolo impresario edile, e la moglie Armanda Zhugri sono una coppia unita, forgiata nell’acciaio ora più che mai, pronta ad affrontare il ciclone che l’ha investita dopo il tamponamento mortale in cui ha perso la vita il loro secondo figlio, Brendon. Tutti e due testimoni di un episodio che è la peggior condanna per un genitore.

Amici e conoscenti che hanno bussato all’abitazione di via Verdi a Colignola (nella foto i vigili mentre vanno a casa, ndr) hanno trovato Artan e Armanda uniti non solo nella tragedia.

È lei in questo momento l’appoggio solido del marito. Lo consola, gli fa coraggio.

Cerca di allontanare il senso di colpa per una dimenticanza che può capitare a tutti.

«Tanto sono pochi chilometri». È la frase che nasconde l’insidia capace del peggior epilogo quando si sale in auto con un bimbo e non si attrezza l’abitacolo per proteggerlo.

Non aver disattivato l’airbag del lato passeggero è all’origine, secondo l’accusa, dell’incidente che ha causato le lesioni mortali al piccolo. Avrebbe compiuto due mesi lunedì.

La sera di domenica ha concluso la sua breve esistenza in un lettino dell’ospedale di Cisanello. Investito dal cuscino progettato come salvavita, il neonato ha mostrato tutta la sua vulnerabilità. E i traumi cranico e toracico ne hanno spento la vita prolungata solo da alcune ore di agonia.

La coppia si è rivolta a un legale per affrontare un’inchiesta dolorosa anche per chi deve svolgere accertamenti e acquisire passaggi utili a chiarire la dinamica di quello che è accaduto nell’abitacolo. L’ovetto era stato messo nella posizione giusta? Gli airbag era in ordine? Perché quello del guidatore non è esploso?

Il dato certo è che il dispositivo, che avrebbe dovuto essere neutralizzato, si è attivato e anziché salvare una vita, l’ha cancellata.

Una volta eseguita l’autopsia, la salma del piccolo sarà restituita alla famiglia. Non ci sarà un funerale pubblico.

La riservatezza dei genitori prevede una cerimonia privata nella casa di Colignola con parenti e amici stretti e poi la tumulazione nel cimitero di Ghezzano. —

P.B.

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