Lutto
«Dai prof insulti e battute sessiste»: la denuncia degli studenti del Galilei
Sei pagine circostanziate, con nomi e precisi riferimenti temporali, con i comportamenti di alcuni docenti del liceo di Pisa. Il sottosegretario De Cristofaro: "Fatto gravissimo che va approfondito"
PISA. «Parlate peggio dei peggiori scaricatori di porto», l’accusa rivolta da una professoressa ad alcuni studenti “colpevoli” di una cadenza dialettale che esalta le loro origini meridionali. «Sei stolta e stupida», il giudizio di un’altra docente di fronte alle difficoltà incontrate da una studentessa durante un’interrogazione. «No, dalla classe non esci», l’ordine imposto ad un’alunna che chiedeva urgentemente di utilizzare il bagno a causa del ciclo.
LA RIVOLTA DEGLI STUDENTI
È destinato a provocare una bufera, almeno tra le mura scolastiche, il documento redatto dagli alunni del liceo classico Galilei al termine di un’assemblea studentesca straordinaria ed inviato alla dirigente scolastica Gabriella Giuliani per le valutazioni del caso. Un concentrato di frasi sessiste, battute a sfondo sessuale e commenti sulla provenienza degli studenti trasformati in offese. Sei pagine per denunciare atteggiamenti, parole e comportamenti di alcuni professori in contraddizione con il ruolo educativo, formativo ed imparziale che dovrebbe alimentare la figura del docente. Sulla scrivania della dirigente scolastica è finito un lungo elenco di dettagliati episodi che si sarebbero verificati nell’ultimo anno tra le mura del prestigioso liceo di via Croce in alcuni casi accompagnati da metodi di valutazione e di verifica dell’andamento scolastico secondo gli alunni non adatto a giudicare e determinare il percorso dei singoli studenti.
LE FRASI E GLI EPISODI
«Non realizzerete mai nulla nella vita». E ancora: «Siete tutti stupidi, vi ho sopravvalutati» e «Siete più ignoranti di cellule procariote», le frasi che una professoressa avrebbe rivolto ad un’intera classe avvilendo gli sforzi educativi della scuola. «Non sono la vostra serva, come le vostre cameriere di casa», le parole con le quali la stessa docente avrebbe risposto alle difficoltà di una studentessa di leggere il testo scritto sulla lavagna. E ancora: «Le donne devono stare a casa», la frase con la quale lo scorso anno la professoressa avrebbe “valutato” le studentesse probabilmente alludendo ad uno scarso rendimento della popolazione femminile della classe rispetto a quella maschile. Un comportamento poco incline ad una docente che nei confronti di uno studente con difficoltà respiratorie a causa di un improvviso attacco d’asma si sarebbe materializzato in sberleffi e in una chiamata a sorpresa alla lavagna. Episodi che sarebbero anche sconfinati in frasi discriminatorie nei confronti di alunni stranieri o di origini meridionali. Con il termine «rincoglionita» un’altra professoressa del liceo classico avrebbe bollato una studentessa straniera scoppiata improvvisamente a ridere, per poi aumentare la dose di offese: «Forse rincoglionita al tuo paese non si dice». «Hai un accento da bar», le parole con cui un professore avrebbe invece interrotto la prima interrogazione di un’alunna di origini siciliane collegando la cadenza anche all’estrazione di ceto basso della famiglia.
Frasi sessiste, a sfondo sessuale o discriminatorie accompagnate anche da giudizi sull’aspetto e sull’abbigliamento degli alunni. «Se un ragazzo ubriaco ti baciasse, la mattina dopo penserebbe di aver baciato una ringhiera», la battuta rivolta ad una studentessa con l’apparecchio ortodontico che, probabilmente, secondo il professore avrebbe dovuto suscitare ilarità e che invece ha contribuito ad alimentare quel senso di «disagio» che gli studenti hanno denunciato nel documento inviato alla dirigente scolastica nel quale evidenziano anche alcuni casi di disparità e difformità nei giudizi sull’andamento scolastico.
«La valutazione delle interrogazioni orali nella maggior parte dei casi si fonda sull’esito di una sola domanda – scrivono gli studenti descrivendo il metodo di giudizio di una professoressa –, circostanza che con tutta evidenza non consente di avere una visione completa in relazione alla preparazione dello studente». «Non ho corretto tutti i compiti, ma solo quelli degli eletti, vale a dire quelli che considero i migliori della classe», un’altra “giustificazione” portata all’attenzione della preside con la quale, lo scorso ottobre, una docente avrebbe elogiato otto alunni di una classe ignorando i compiti degli altri studenti.
Episodi, quelli contenuti nel documento, con cui gli alunni dell’istituto di via Croce contestano il comportamento poco consono di alcuni (pochi) professori che potrebbero alimentare «tensioni» tra la classe docente e quella studentesca e, finiti sulla scrivania della dirigente scolastica, rischiano di provocare anche un terremoto interno.
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IL SOTTOSEGRETARIO INCORAGGIA GLI STUDENTI
"Bisogna avere il coraggio di ammetterlo, in alcune, seppur rare occasioni, accade che il bullismo e il sessismo agito dai docenti in classe. Ci che denunciano gli studenti del Liceo Classico Galilei di Pisa, e ripreso dalla stampa locale dunque un fatto gravissimo che va preso molto sul serio". Lo scrive su Fb il sottosegretario all'Istruzione Peppe De Cristofaro aggiungendo: "Bene ha fatto la dirigente scolastica ad aprire un'istruttoria, ma soprattutto hanno fatto bene i ragazzi che hanno usato le forme della partecipazione studentesca per esprimere il loro disagio". "I diritti degli studenti, la loro partecipazione alla comunit scolastica e il loro protagonismo sono e devono restare il primo dei pilastri - conclude De Cristofaro - su cui basare il processo di miglioramento della scuola italiana"
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